E' interessante notare come la morale censoria di questi tempi eserciti un potere uguale e contrario alle sue presunte finalità. L'immagine che appare è quella del getto d'acqua che anziché spegnere un incendio, irriga un terreno arido ma che custodisce i semi della ragione pronti a germogliare e rinverdire le coscienze.
E' questo secondo me ciò che sta accadendo dopo che gli araldi del politicamente corretto, dalle loro torri d'avorio hanno iniziato la loro battagliuccia woke utile solo a serrare i ranghi di un esercito goffo e appesantito.
Non è difficile riconoscere come la parola 'violenza' non possa essere ingabbiata, orientata, rivolta, spesa e utilizzata a senso unico, se non relegandola all'interno di un percorso funzionale a certi apparati che ne vogliono monopolizzare la semantica.
Oggi la realtà nella quale la disputa si svolge è fatta anche da soggetti che vivono in camper e pagano mutui e affitti doppi, hanno lividi, suture e subiscono estreme conseguenze di gesti feroci. Purtroppo, quando la realtà è letta attraverso la lente dell'ideologia tutto appare distorto e gravido di contraddizioni e le derive che ne conseguono sono assolutamente peggiori della causa scatenante dal momento che incidono sui rapporti sociali di una comunità.
Non a caso la statua della Giustizia è bendata e non distingue il genere ma agisce secondo un'intima connessione con l'etica. Inficiare questo rapporto cercando di condizionarla attraverso la creazione di percorsi radical chic oramai ha stancato per raggiunti limiti intellettuali di sopportazione.
Sono un padre separato, ho seguito i percorsi del Prof. Boldrini (nella foto) dai quali ho tratto molto della mia consapevolezza sulla questione, arrivando a perdonare. Ma questa è un'altra storia.
Davide Guerzoni


