'Non possiamo accettare che a Modena venga dato spazio e visibilità a chi, sceglie sistematicamente di schierarsi da una sola parte, arrivando a mostrare comprensione verso il terrorismo islamista e dimenticando le sue vittime. Trovo particolarmente grave che Albanese, proprio mentre si trova nella nostra città, abbia ignorato quanto accaduto il 16 maggio e non abbia sentito il dovere di esprimere nemmeno una parola di solidarietà e vicinanza alle vittime e ai loro familiari. Per questo lo dico con chiarezza: Francesca Albanese non è la benvenuta a Modena'. A dirlo è Giovanni Bertoldi, capogruppo Lega Modena.
'Il 16 maggio la nostra città è stata profondamente ferita da un attentato che ha seminato terrore nel cuore del centro storico e che ha provocato vittime e feriti. Dimenticarlo o far finta che non sia accaduto significa mancare di rispetto a Modena e ai modenesi. La libertà di espressione non è in discussione: Albanese è libera di sostenere le proprie posizioni e DIG è libero di invitarla. Ma altrettanto libera deve essere la politica di stabilire se sia opportuno utilizzare risorse pubbliche per sostenere una manifestazione della quale non condividiamo un’impostazione sempre più schierata.
Ad agosto avevo presentato un’interrogazione scritta proprio per ottenere una risposta tempestiva sugli ingenti finanziamenti concessi dal Comune di Modena a DIG.
Una risposta elusiva che ha non ha spiegato per quale motivo il Festival DIG dovesse essere finanziato percentualmente molto più degli altri festival che si svolgono a Modena (ben il 60% dei costi; il resto viene sostenuto da enti o aziende vicine alla sinistra). Nella risposta si è arrivati a sostenere che le critiche a Francesca Albanese siano frutto di “strumentalizzazioni” - continua Bertoldi -. Alla luce di quanto sta accadendo, intendo, quindi, chiedere formalmente che il Comune di Modena non sostenga più DIG in alcun modo: né attraverso contributi economici, né attraverso la concessione gratuita di spazi, strutture o altri servizi: per questo presenterò una specifica mozione. Chi organizza un festival ha tutto il diritto di scegliere la propria linea culturale e politica. Ma se sceglie di stare da una parte sola, non può pretendere che siano tutti i cittadini modenesi, attraverso le loro tasse, a finanziarla'.

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