'Adesso che a Modena è emerso anche il problema della baby gang è necessario affrontare il problema. Anzitutto a livello investigativo e giudiziario per individuare i responsabili ed assegnare le adeguate sanzioni in una logica rieducativa e riparativa, un compito che spetta alle autorità competenti. In secondo luogo occorre che la politica coinvolga e responsabilizzi le famiglie d’origine. La società tutta deve lanciare un unico messaggio: la violenza non paga mai'.
E' quanto dichiara Andrea Mazzi, capogruppo di Modena in ascolto, in merito alla vicenda del supermercato di via Rainusso preso d'assalto da 50 ragazzini lo scorso martedì 22 settembre.
'In tutto questo – prosegue Mazzi – emerge che la politica di minimizzazione del Sindaco attraverso il suo Assessore alla sicurezza, che ha negato l’esistenza delle baby gang e sostenuto che a Modena la situazione della sicurezza fosse sotto controllo, è assolutamente inadeguata. Se non si fa nulla, queste baby gang cresceranno in numero ed in gravità delle azioni commesse. E’ necessaria un’azione incisiva, occorre riconoscere che il problema esiste ed è grave. O cambia l’approccio o cambia l’assessore'.
Il gruppo aveva appena cercato di aggredire un ragazzo di una scuola vicina e poco dopo ha aggredito altri giovani nella stazione delle autocorriere.
Dalle prime ricostruzioni emerge che i giovani sapevano di poter contare su una sostanziale impunità e sull’assenza di controllo sociale.'Si tratta di giovani che credono nella violenza – conclude – Mazzi –, nella legge del più forte, nel potere del branco. Colpisce il fatto che fossero una cinquantina di ragazzini, segno di un’attrazione crescente per queste logiche. Colpisce che tra i protagonisti di queste gesta ci sia un’alta percentuale di giovani magrebini. Non di immigrati in genere, ma di magrebini. Un ulteriore segnale del disagio dei migranti di seconda generazione, ed in particolare di chi proviene da quest’area geografica, già noto in altre città'.


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