'Diciassette centesimi in meno sono certamente meglio di diciassette centesimi in più. Ma un tetto al prezzo del gasolio per appena trenta giorni non è una politica per l’autotrasporto. E soprattutto pone una domanda molto semplice: se da domani Eni può ridurre di circa 17 centesimi al litro il prezzo rispetto ai livelli medi attuali, dove erano questi margini fino a ieri?'. A intervenire sulla decisione di Eni di fissare dal 28 settembre un prezzo massimo di 2,19 euro al litro per il gasolio nella rete Enilive è Cinzia Franchini, presidente nazionale di Ruote Libere.
'Il Governo parla con soddisfazione del risultato della propria moral suasion e auspica che altre compagnie seguano l’esempio. Ma Eni non è una compagnia qualsiasi: MEF e Cassa Depositi e Prestiti detengono complessivamente il 33,09% del capitale e il Ministero dell’Economia esercita sulla società il controllo di fatto. Se esistono spazi per intervenire sul prezzo dei carburanti, ci aspettiamo quindi una risposta strutturale, non la celebrazione di una misura temporanea'.
'Tanto più – continua Franchini – che stiamo parlando di una società che continua a produrre utili nell’ordine dei miliardi. Nessuno sostiene che questo dimostri una speculazione sul prezzo del gasolio.
Ma proprio per questo riteniamo legittimo chiedere maggiore trasparenza su come si forma il prezzo e su quali margini consentano oggi di tagliare 17 centesimi al litro'.
Per Ruote Libere c’è poi una seconda questione. 'Negli ultimi mesi gli autotrasportatori hanno visto il gasolio crescere anche in fasi nelle quali il petrolio arretrava. Sappiamo perfettamente che il diesel non segue automaticamente il Brent e che incidono le quotazioni del prodotto raffinato, il cambio, la raffinazione e la disponibilità. Ma quando le condizioni internazionali migliorano, vogliamo vedere i ribassi trasferiti con la stessa rapidità con cui vengono trasferiti gli aumenti'.
Da qui il timore che il prezzo massimo annunciato possa finire per trasformarsi in un riferimento per il mercato. 'Il tetto non deve diventare un pavimento. Se nelle prossime settimane le quotazioni internazionali scenderanno, il gasolio dovrà poter scendere immediatamente e sensibilmente sotto i 2,19 euro. E chiediamo che Governo e autorità competenti vigilino con serietà affinché quel prezzo non diventi il livello attorno al quale tendono ad allinearsi anche gli altri operatori'.
A tradurre gli aumenti nei conti di un’impresa è Alessandro Giannasi, vicepresidente di Ruote Libere per la Toscana e autotrasportatore. 'Venerdì ho percorso 780 chilometri consumando circa 216 litri di gasolio.
Un problema diverso viene posto da Max Schiaffi, vicepresidente di Ruote Libere per le Marche, che si approvvigiona attraverso un consorzio dotato di proprio distributore. 'Una parte importante dell’autotrasporto non compra il gasolio alla pompa. Molte aziende hanno cisterne interne, altre si riforniscono attraverso consorzi e acquistano sul mercato extra-rete. A noi interessa sapere a quale prezzo arriverà il gasolio nelle nostre cisterne. Per questo chiediamo di sapere se e in quale misura la riduzione annunciata da Eni arriverà anche all’extra-rete. Altrimenti il Governo rischia di festeggiare una misura che una parte delle imprese di autotrasporto non vedrà affatto'.
'Non chiediamo regali e non chiediamo interventi estemporanei – conclude Franchini –. Pretendiamo trasparenza sulla formazione del prezzo e una politica energetica che consenta alle imprese di programmare i propri costi. Trenta giorni passano in fretta e le nostre aziende devono continuare a lavorare anche il trentunesimo.



