'Trovo vergognoso che le associazioni nazionali dell'autotrasporto, anziché interrogarsi sulle ragioni che hanno spinto tanti colleghi a scendere in strada, chiedano al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di intervenire per porre fine alle proteste. Sono le stesse associazioni che ieri, dopo l'incontro con Salvini, si sono dichiarate soddisfatte degli impegni del Governo. Peccato che gli autotrasportatori non la pensino allo stesso modo e abbiano continuato a manifestare. È evidente che qualcosa non funziona, e non sono certo gli autotrasportatori il problema'.
È il commento di Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere, alla richiesta avanzata dalle associazioni di categoria al Viminale mentre proseguono le mobilitazioni contro il caro gasolio in diverse regioni del Mezzogiorno. 'Sia chiaro, nessuno può impedire a un collega di lavorare, costringerlo ad aderire alla protesta o ricorrere a violenze e intimidazioni. La protesta deve essere pacifica e rispettare i diritti di tutti. Ma è altrettanto inaccettabile che chi dovrebbe rappresentare e difendere le imprese invochi l'intervento del ministro dell'Interno contro una mobilitazione nata da mesi di sofferenza economica. Viene da chiedersi se tutta questa urgenza di far cessare le manifestazioni non dipenda anche dal fatto che, più le proteste proseguono, più diventa evidente la distanza tra le associazioni e gli
autotrasportatori che sostengono di rappresentare'.
Secondo Franchini, proprio l'incontro di ieri con Salvini ha reso ancora più evidente questa frattura. 'Il ministro continua a confrontarsi con i soliti interlocutori, convinto evidentemente che il loro assenso sia sufficiente a far rientrare le proteste. Ma questa volta gli autotrasportatori si sono organizzati autonomamente e hanno dimostrato di non essere disposti ad accettare decisioni prese sopra le loro teste. Le associazioni hanno sottovalutato la loro determinazione. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: loro si dichiarano soddisfatte, mentre le imprese continuano a protestare'.
Ruote Libere interviene anche sulle dichiarazioni arrivate oggi dal Governo. Il ministro Adolfo Urso ha riferito alla Camera delle identificazioni dei manifestanti in vista della possibile rimozione dei presidi, mentre altri esponenti dell'Esecutivo hanno evocato infiltrazioni e messo in discussione alcuni promotori delle proteste. 'Se qualcuno ha commesso reati, ne risponderà personalmente. Ma attenzione a non trasformare singoli episodi o sospetti in una delegittimazione generalizzata di migliaia di autotrasportatori che stanno manifestando un disagio reale. È singolare che si parli tanto di legalità proprio in questa occasione, quando nel nostro settore esistono da anni problemi gravissimi sui quali troppo spesso si preferisce sorvolare'.
Sul fronte economico, Salvini ha annunciato l'avvio dei pagamenti dei
Franchini richiama anche una differenza tra Nord e Sud, che aiuta a comprendere perché la protesta si sia sviluppata soprattutto nel Mezzogiorno. 'Molte imprese del Nord lavorano direttamente con la committenza e, pur tra mille difficoltà, sono riuscite almeno in parte a trasferire i maggiori costi del carburante sulle tariffe. Al Sud sono invece molto più frequenti rapporti intermediati da agenzie e altre imprese di autotrasporto. Questo rende assai più difficile ottenere gli adeguamenti economici necessari. Sono aziende che hanno resistito per mesi, spesso lavorando con margini ormai inesistenti. Francamente, hanno resistito anche troppo'.
Da Ruote Libere arriva infine una richiesta diretta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 'Non nutriamo grandi aspettative rispetto agli annunci di Salvini, che nel corso di questa legislatura non ha dimostrato, a nostro avviso, particolare attenzione alle esigenze dell'autotrasporto.



