'La morte di Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, lascia un vuoto nel mondo dell’autotrasporto italiano e porta via uno degli uomini che hanno dedicato praticamente tutta la propria vita professionale alla rappresentanza di questo settore. Ho conosciuto Maurizio tanti anni fa, quando muovevo i miei primi passi nella rappresentanza sindacale dell’autotrasporto all’interno di CNA Fita, di cui lui era allora segretario nazionale. Di quegli anni conservo il ricordo di un ragazzo appassionato, capace, intelligente e coraggioso. E ricordo soprattutto il suo sorriso. Un sorriso che lo ha sempre contraddistinto e che non lo ha abbandonato neppure negli anni difficili della malattia, fino all’ultima volta in cui ci siamo incontrati, poco più di un anno fa a Roma'. Così Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere, ricorda Maurizio Longo, scomparso ieri sera a 63 anni dopo una lunga malattia.
'La mia esperienza nel mondo della rappresentanza dell’autotrasporto è iniziata proprio negli anni in cui Maurizio guidava CNA Fita. Furono anni importanti e difficili, culminati nell’ultimo grande fermo nazionale della categoria e nella successiva frattura con CNA. Maurizio scelse allora di intraprendere un'altra strada e, insieme ad altri dirigenti, diede vita a Trasportounito, iniziando un percorso autonomo che avrebbe segnato una parte importante della storia sindacale dell’autotrasporto.
Non voglio trasformare il ricordo di oggi in qualcosa che non appartiene né a me né al rapporto che ho avuto con Maurizio. In questi anni non gli ho mai risparmiato critiche, anche molto dure. E quelle critiche ho sempre scelto di rivolgergliele personalmente, guardandolo negli occhi. Abbiamo avuto opinioni diverse e ci siamo trovati anche su posizioni molto distanti. Ma il confronto, proprio perché franco, non ha mai cancellato il rispetto personale'.
'E oggi, nel momento in cui Maurizio non c'è più, credo sia giusto riconoscergli ciò che gli ho riconosciuto anche quando potevamo essere in disaccordo. In una rappresentanza dell'autotrasporto che nel suo complesso ha fallito troppe delle sfide che aveva davanti, Maurizio ha cercato, a modo suo, di rimanere coerente con le proprie convinzioni. Poteva essere condiviso oppure contestato, ma difficilmente poteva essere confuso con altri. Era fuori dagli schemi, spesso controcorrente, a volte scomodo'. Franchini ricorda poi l'ultimo incontro: 'Ci siamo visti a Roma poco più di un anno fa. Sapevo della sua malattia e delle difficoltà che stava affrontando. Eppure parlammo ancora di autotrasporto, di rappresentanza e anche della possibilità di costruire iniziative comuni tra Ruote Libere e Trasportounito.
'Oggi l’autotrasporto perde uno degli ultimi protagonisti di una generazione che alla rappresentanza della categoria ha dedicato una vita intera. Con le sue battaglie, le sue scelte, le sue contraddizioni e il suo modo personalissimo di interpretare quel ruolo, Maurizio Longo è stato parte della storia dell’autotrasporto italiano. E da oggi quella storia è più povera. A Franco Pensiero, a Trasportounito, ai suoi collaboratori e soprattutto alla famiglia e alle persone che gli sono state vicine fino alla fine rivolgo, personalmente e a nome di Ruote Libere, il nostro più sincero cordoglio. Ciao Maurizio. Al di là di tutto, voglio ricordarti con quel sorriso con cui ti ho conosciuto e con cui ti ho visto l'ultima volta'.






