'Da domani gli autotrasportatori italiani pagheranno ancora una volta il conto delle scelte del Governo. Finisce il taglio delle accise sul gasolio e aumenta il costo del pieno proprio mentre il prezzo del petrolio resta su livelli contenuti. È una decisione incomprensibile e l'ennesima promessa tradita'. È questo il commento di Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere, dopo la decisione dell'Esecutivo di non prorogare la riduzione delle accise sui carburanti.
'Quando erano all'opposizione – afferma Franchini – ogni aumento dei carburanti veniva denunciato come una vergogna nazionale. Si prometteva l'abolizione delle accise, si chiedevano controlli contro le speculazioni e si accusavano i governi di fare cassa sulla pelle di cittadini e imprese. Oggi che sono al Governo, quelle promesse sembrano essere finite nel dimenticatoio. Il petrolio non è ai massimi storici. Il WTI quota meno di 70 dollari al barile e il Brent si aggira intorno ai 72 dollari. Eppure il gasolio continua a viaggiare intorno a 1,85 euro al litro, destinato ad aumentare ulteriormente con la fine dello sconto sulle accise. Una situazione che dimostra come il problema non sia il costo della materia prima, ma il peso della fiscalità e l'assenza di interventi realmente efficaci sul prezzo finale'.
'Ogni aumento del gasolio colpisce direttamente migliaia di imprese dell'autotrasporto. Per un'azienda che vive di trasporto – prosegue Franchini – pochi centesimi al litro significano migliaia di euro di costi in più ogni anno.
Costi che inevitabilmente finiscono per trasferirsi sul prezzo delle merci e, quindi, sulle tasche di tutti gli italiani. Colpire l'autotrasporto significa colpire l'intero sistema economico del Paese. Il gasolio non cambia colore a seconda di chi governa. Quando si era all'opposizione ogni rincaro era uno scandalo. Oggi gli stessi aumenti vengono giustificati come inevitabili. Ma gli autotrasportatori non vivono di slogan: vivono di bilanci, di fatture e di costi che continuano ad aumentare'.
Ruote Libere chiede quindi un cambio di rotta: 'Non servono tavoli, annunci o moral suasion. Servono decisioni concrete. Occorre ridurre strutturalmente il peso fiscale sul gasolio, garantire controlli efficaci lungo tutta la filiera dei carburanti e impedire che il settore dell'autotrasporto continui a essere utilizzato come una fonte di gettito per finanziare i conti pubblici'.
'Le imprese del trasporto – conclude Franchini – non chiedono privilegi, ma rispetto. Chi aveva promesso di eliminare le accise oggi dovrebbe spiegare agli autotrasportatori perché quelle stesse accise sono ancora lì e perché, ancora una volta, il conto viene presentato a chi ogni giorno garantisce che merci, alimenti, medicinali e beni essenziali arrivino a destinazione.


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