Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera, presieduto dal presidente esecutivo Cristian Fabbri, ha approvato ieri i risultati consolidati al 30 giugno 2026, che mostrano una performance strutturale positiva, con marginalità e utile netto in aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Una crescita ancora più significativa in un confronto omogeneo con il 2025.
Eppure i ricavi adjusted del primo semestre si attestano a 6.494,6 milioni di euro, rispetto ai 6.645,0 milioni al 30 giugno 2025, principalmente per la riduzione dei volumi nei mercati di ultima istanza e Consip. Detto questo, il margine operativo lordo adjusted al 30 giugno 2026 si attesta a 715,5 milioni di euro, in aumento del 7,5% rispetto al primo semestre 2025 adjusted: il 65% del MOL adjusted è generato dalle due filiere infrastrutturali reti ed ambiente.
'Nonostante l’incremento del tax rate, pari al 29,5% rispetto al 29% del primo semestre 2025 per l’incremento dell’Irap nel biennio 2026-2027 definito nel Decreto Bollette, l’utile netto adjusted al 30 giugno 2026 sale a 245,8 milioni di euro, in crescita del 13,5% - fa sapere la multiutility -. Parimenti cresce anche l’utile netto di pertinenza degli Azionisti del Gruppo adjusted, pari a 227,6 milioni di euro (+15,8%), rispetto al risultato adjusted del primo semestre 2025.
Al netto dell’addizionale Irap, l’utile netto adjusted di pertinenza degli Azionisti si attesterebbe a 232 milioni, in linea con il consensus degli analisti.'I risultati conseguiti dal Gruppo Hera al 30 giugno 2026 confermano il forte impulso alla crescita impresso dal Piano industriale - afferma Fabbri -. L’aumento del margine operativo lordo superiore al 7%, in un confronto omogeneo con il primo semestre del 2025, è sostenuto da tutte le filiere ed evidenzia la solidità del portafoglio di business, pur in un contesto esterno complesso. L’accelerazione degli investimenti, che hanno superato i 650 milioni di euro, in aumento di oltre il 50% rispetto al 2025, testimonia la capacità del Gruppo di proseguire nel percorso di crescita per linee esterne e di sviluppare le infrastrutture, come testimoniato anche dal 65% del MOL generato dalle filiere infrastrutturali, di cui il 44% regolato. La significativa crescita degli investimenti di sviluppo, che negli ultimi 18 mesi superano gli 800 milioni di euro, è solo parzialmente riflessa nei risultati conseguiti nel primo semestre e costituisce una riserva di valore a supporto della crescita futura.




