Per questo letto con un misto di stupore e irritazione la lettera che la consigliera regionale del Pd Ludovica Ferrari ha inviato a La Pressa per contestare un titolo del nostro quotidiano. Una lettera nella quale, dopo aver precisato il proprio pensiero, ha ritenuto opportuno impartirci una lezione sul valore del giornalismo, sulla libertà di stampa e persino sul ruolo dell’informazione nell’epoca dell’intelligenza artificiale.
Una lezione della quale, francamente, avremmo fatto volentieri a meno. Non intendo tornare sulla questione del virgolettato, alla quale il nostro direttore Giuseppe Leonelli ha già risposto puntualmente. Intendo invece soffermarmi su un aspetto che considero ben più importante e che la consigliera sembra avere perso di vista.
Ripeto, è stata La Pressa a portare alla luce una vicenda di portata straordinaria per la città di Modena: il futuro del Policlinico e il progetto di una profonda riorganizzazione della rete ospedaliera modenese. Una notizia che avrebbe meritato di essere spiegata con chiarezza ai cittadini da chi governa la sanità pubblica e che, invece, è emersa grazie al lavoro giornalistico della nostra redazione. Abbiamo cercato informazioni, approfondito documenti, posto domande, insistito fino a quando anche il sindaco è intervenuto pubblicamente, confermando la prospettiva di un Policlinico destinato a diventare ospedale cittadino e distrettuale.
Questo, consigliera Ferrari, è fare giornalismo. E lo facciamo ogni giorno, senza chiedere il permesso a nessuno. La Pressa è un quotidiano indipendente, che non percepisce contributi pubblici e si sostiene esclusivamente attraverso il lavoro di chi lo realizza e la raccolta pubblicitaria. Una libertà che difendiamo concretamente, assumendocene anche i costi e le difficoltà. Non abbiamo bisogno di patenti di indipendenza rilasciate dalla politica. E, soprattutto, non abbiamo bisogno che sia una consigliera regionale a spiegarci quanto sia importante una stampa libera.
Quanto al coraggio, parola che Ferrari ama richiamare, ci permettiamo una riflessione. Il coraggio non consiste nel celebrarlo a parole, ma nel dimostrarlo con le proprie scelte. Per un giornalista significa pubblicare notizie scomode anche quando possono creare problemi.
Ha chiesto di conoscere nel dettaglio il progetto? Ha preteso garanzie sui reparti, sui servizi, sulle conseguenze per i pazienti? Quale posizione intende assumere rispetto alla prospettiva delineata dal sindaco? Ha letto l'intervista nella quale Mezzetti ha dichiarato che in via del Pozzo resterà solo Materno infantile e Ps e gli spazi rimasti vuoti col trasloco verranno usati per alloggi? Ha preteso un incontro coi Dg di Ausl e Policlinico, Mattia Altini e Luca Baldino?
Sono domande alle quali sarebbe interessante ricevere risposte. Molto più interessante, certamente, che leggere una dissertazione sulla deontologia giornalistica. Un giornale porta alla luce una notizia di enorme interesse pubblico, la politica è chiamata a confrontarsi con il suo contenuto e una consigliera regionale trova il tempo di intervenire per discutere di un titolo, accompagnando la precisazione con una lezione sulla libertà di informazione.
Legittimo contestare un virgolettato ritenuto dal diretto interessato inesatto.
Quanto all’invito a confrontarci sul giornalismo nell’epoca dell’intelligenza artificiale, ringraziamo per il pensiero. Ma per il momento abbiamo questioni decisamente più urgenti di cui occuparci. Noi continueremo a cercare le notizie, a pubblicarle e a fare domande. Anche quelle che la politica preferirebbe non sentirsi rivolgere. Noi il nostro mestiere lo stiamo facendo e proprio grazie a quel mestiere oggi i modenesi stanno discutendo del futuro del loro Policlinico.
Cinzia Franchini - Editrice de La Pressa

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