'Adesso non siamo più di fronte soltanto alle promesse non mantenute. Siamo davanti a una vera e propria beffa, messa nero su bianco dallo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le domande presentate dalle imprese per il ristoro del caro gasolio superano le risorse disponibili e, di conseguenza, gli importi saranno riparametrati. Tradotto in parole semplici: dopo mesi di attesa, le imprese si vedranno riconoscere meno di quanto avrebbero diritto a ricevere sulla base del meccanismo annunciato. E tutto questo mentre non hanno ancora potuto beneficiare concretamente degli aiuti promessi'. Cinzia Franchini, presidente nazionale di Ruote Libere, interviene dopo la comunicazione pubblicata sul sito ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relativa al credito d'imposta per il gasolio acquistato da marzo ad agosto 2026.
'Il Ministero scrive chiaramente che l'importo complessivo concedibile supera le risorse stanziate e che, pertanto, procederà alla riparametrazione dei contributi. Parliamo di uno stanziamento di 386,2 milioni di euro. Una cifra evidentemente insufficiente rispetto alle richieste ammissibili. Ma davvero il Governo ha avuto bisogno di aspettare la chiusura delle domande per scoprire che le risorse non sarebbero bastate? Non era prevedibile che, dopo mesi di rincari, le imprese avrebbero presentato richieste per importi superiori a quelli stanziati?
E soprattutto, perché questa insufficienza non è stata affrontata per tempo? Il gasolio lo abbiamo pagato tutto, fino all'ultimo centesimo. Le fatture non sono state riparametrate. I fornitori non hanno concesso sconti perché il Governo aveva stanziato risorse insufficienti. Eppure adesso è proprio sulle imprese che si scarica la differenza. È un meccanismo inaccettabile'.Per Franchini, la vicenda assume un significato ancora più grave alla luce delle proteste spontanee che stanno interessando numerose regioni italiane. 'Da giorni migliaia di autotrasportatori stanno manifestando perché non riescono più a sostenere i costi della propria attività. Il Governo li invita al dialogo, promette di sbloccare risorse e annuncia nuovi incontri. Ma intanto, sul sito del Ministero, leggiamo che i soldi già stanziati non bastano. Ecco la distanza tra gli annunci e la realtà. Da una parte le conferenze stampa, dall'altra i bilanci delle imprese. Da una parte le promesse, dall'altra i camionisti che devono trovare ogni giorno i soldi per fare rifornimento. Il ministro Salvini dovrebbe spiegare come sia possibile arrivare a ottobre senza che gli aiuti abbiano prodotto i benefici attesi e con la prospettiva, adesso ufficiale, di una riduzione degli aiuti'.



