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Al Rotary Club di Carpi la storia eccezionale di Plinio Vanini

Al Rotary Club di Carpi la storia eccezionale di Plinio Vanini

'Il segreto è quello di credere in quel che si fa e impegnarsi al massimo nel progetto, reimmettendo nell’azienda gli utili derivati dalla attività'


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Si chiama Plinio Vanini ed è un amante della terra, delle stalle e del bestiame ma che il destino ha voluto abbracciasse sin da giovane il mondo delle auto e dei motori pur provenendo da una famiglia di coltivatori di Morbegno, in Valtellina.

Il tutto è successo nel 1985 quando, Plinio Vanini ha ereditato Autotorino, azienda di famiglia in difficoltà, risollevandola con l’aiuto e il sostegno del sistema bancario locale e trasformandola in una automotive di livello europeo, mantenendo tuttavia sempre in Valtellina il cuore dell’azienda e il centro direzionale. Con una espansione tale che l’azienda di famiglia nel 2015, allora strutturata su 12 sedi, ha acquisito un gruppo composto da 25 concessionarie di portandola ai vertici italiani del settore. Ora l’azienda ha 75 filiali in Italia e una a Varsavia con 3.400 collaboratori in un modello aziendale fondato sul multibrand eservizi per la mobilità.

Questa storia personale e questa vicenda umana è stata descritta e narrata dallo stesso Plinio Vanini nel corso di una animata e partecipata serata organizzata dalla presidente del Rotary Club di Carpi avvocato Gabriella Rubbiani, che ha condotto la serata conviviale e che ha visto la presenza dei soci e di invitati.

E Vanini non ha fatto mistero

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di essere ancora oggi profondamente legato alla natura, al mondo agricolo, a quello del bestiame e dei formaggi, al punto tale da indurlo, nel 1995, appena dieci anni dopo l’avventura automobilistica, a fondare un’altra azienda denominata ‘La Fiorida’, azienda agrituristica nata appunto dalla passione per l’allevamento e all’amore per il territorio valtellinese e per le tradizioni locali. Il progetto che sta alla base della nuova impresa è quello dello sviluppo della pratica dell’allevamento, delle colture tradizionali, della ristorazione e della ospitalità, nell’ambito di una concezione etica sostenibile, moderna con l’intento di mantenere alta la qualità delle produzioni e della accoglienza del visitatore o del turista.

Ed è stato tale il successo anche di questa sua avventura imprenditoriale che Vanini si è visto assegnare nel 2013 una Stella dalla Guida Michelin: ed era la prima volta che Michelin dava questo riconoscimento ad una struttura agrituristica.

Ma esiste un segreto in questo straordinario sviluppo e successo economico in due direttrici diverse, quella dell’auto e quella agricola? E' stato chiesto al ‘self made man’ Plinio Vanini.

“Il segreto è quello di credere in quel che si fa e impegnarsi al massimo nel progetto – ha risposto – reimmettendo nell’azienda gli utili derivati dalla attività, dando così solidità e

credibilità alla azienda, nel mio caso prima automobilistica e successivamente agroalimentare e dell’allevamento del bestiame, insieme ad una risposta positiva da parte anche dei collaboratori perché hanno creduto pure loro nelle due iniziative permettendo in questo modo un rientro al break-even dell’investimento in tempi assolutamente rapidi rispetto ai tempi previsti”.

Ma come è riuscito sul piano umano a conciliare l’amore per la terra e il bestiame e quello per le auto e i motori? Gli abbiamo chiesto.

“Si conciliano da sole perchè entrambe queste due sfere fanno parte del mio DNA: ho respirato l’amore per l’allevamento sin da bambino alimentando il mio sogno di vita, mentre ‘Autotorino’ era il sogno di mio padre e gli promisi di dare corpo e anima per raggiungere gli obiettivi immaginati. E così è stato. Due motivazioni fortissime che convivono in me e che mi impegnano tuttora”.

Infine una domanda sui riflessi della concorrenza cinese nel settore europeo dell’auto. 

“Le scelte operate a suo tempo dalla Ue hanno creato una roadmap forzata verso l’elettrificazione e questo ha spalancato le porte verso l’Europa da parte dell’Oriente, che si era preparato e aveva già investito nel settore, ed ora l’automotive cinese esprime volumi importanti di produzione.

E dunque nei paesi dell’Unione europea la sostenibilità in questo scenario, dal punto di vista sociale ed economico, dipende dai correttivi che la politica comunitaria saprà applicare, abbandonando le derive ideologiche e reintroducendo un approccio pragmatico e di neutralità tecnologica”.


Cesare Pradella

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Giornalista pubblicista, è stato per dieci anni corrispondente da Modena del Giornale diretto da Indro Montanelli, per vent'anni corrispondente da Carpi del Resto del Carlino, per cinque anni addetto...   

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