Il Tribunale di Modena ha annullato il licenziamento di C.P., dipendente addetto alla caffetteria e al bar dello storico Hotel Canalgrande, gestito da Xenia Hotellerie Solutions, dopo 25 anni di servizio. Licenziato nel marzo 2025, il lavoratore si è visto contestare attività quotidiane svolte durante l’assenza per malattia, documentate attraverso un’agenzia investigativa privata incaricata dall’azienda. La consulenza medico-legale disposta dal Tribunale ha confermato la compatibilità di tali attività con la patologia certificata, contribuendo a sostenere le ragioni del lavoratore, sostenute con forza dal legale che collabora con il sindacato. Ora il lavoratore avrà il diritto di opzione tra il reintegro o l’indennità sostitutiva prevista dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
La Filcams Cgil di Modena ha accompagnato il lavoratore nella contestazione del licenziamento, sostenendone le ragioni nel confronto con l’azienda e nella battaglia per il riconoscimento dei suoi diritti, con il supporto dell’assistenza legale. Un percorso che ha richiesto anche il coraggio di affrontare una causa contro il proprio datore di lavoro, scegliendo di non arrendersi di fronte alla prospettiva di perdere il posto dopo un quarto di secolo.
Una scelta tutt’altro che scontata, soprattutto quando a essere in gioco sono la propria salute, la propria dignità e il proprio futuro lavorativo.'Questo lavoratore - dichiara Antonio Avallone della Filcams Cgil di Modena - ha dovuto affrontare non soltanto la malattia, ma anche un contesto lavorativo che da tempo denunciava come ostile, con contestazioni disciplinari e comportamenti che riteneva ingiusti. Di fronte alla determinazione dell’azienda di arrivare al licenziamento, nonostante le ragioni e gli elementi presentati a tutela del dipendente, è mancata la considerazione per la persona, per la sua condizione e per l’umanità del lavoro. Un lavoratore non può essere considerato soltanto una funzione da utilizzare o una presenza di cui liberarsi quando per qualcuno diventa scomoda: dietro ogni rapporto di lavoro ci sono una vita, una storia e una dignità che devono essere rispettate'.
'Il sindacato ha fatto la propria parte, sostenendo il lavoratore e contribuendo a portare le sue ragioni davanti al Tribunale. Ma va riconosciuto soprattutto il suo coraggio: senza la scelta di difendere i propri diritti fino in fondo, questa battaglia non sarebbe arrivata a una sentenza. Il Tribunale ha riportato giustizia laddove è venuta a mancare per scelte evidentemente scellerate della parte datoriale - aggiunge il sindacalista Filcams Cgil -.



