A testimoniare il valore di questo percorso è stato in prima fila Augusto Ciarrocchi, Presidente di Confindustria Ceramica. 'Certi anniversari vanno festeggiati e dare loro rilevanza perché non è scontato che un'istituzione come questa abbia vissuto per 50 anni e anzi stia rilanciando per fare i prossimi decenni'. Secondo il Presidente, il ruolo strategico della struttura va ben oltre i confini locali, poiché 'indubbiamente è un centro che aiuta molto le aziende ceramiche del distretto ma anche quelle di altre parti d'Italia'. Si tratta di un investimento collettivo sulla qualità, una scelta precisa compiuta dall'intero comparto industriale: 'noi abbiamo puntato su questa condizione per cercare di spingere ancora più in alto l'asticella della qualità del prodotto ceramico italiano perché questo secondo noi è l'elemento vincente, è l'elemento che ci fa stare ancora al vertice della classifica mondiale dei produttori della ceramica in generale'.
A sottolineare il legame indissolubile tra ricerca e aziende, Elisa Franzoni, Direttrice scientifica del Centro Ceramico, la quale ha individuato il messaggio più profondo di questo cinquantennio proprio nel lavoro di squadra: 'penso che il messaggio più importante di questi 50 anni sia stato l'integrazione tra imprese, università e territorio sotto la parola chiave dell'innovazione cioè di quello che spinge veramente a migliorare l'ecosistema regionale, gli aspetti ambientali e quant'altro'.
Una visione sinergica che, secondo la direttrice, rimarrà la bussola fondamentale anche per i prossimi anni. 'Per il futuro io vedo comunque necessità di innovazione e di ricerca, lo vedo perché dove ci sono dei problemi aperti, dove ci sono delle sfide la ricerca serve sempre e in questo senso penso che serva moltissimo anche la competenza', ha spiegato Franzoni, lanciando poi un monito sulla complessità del mondo contemporaneo.



