La terra del “bitt” non ha fatto mancare il suo supporto al flashmob sonoro e in tanti, tra professionisti e amatori si sono uniti sui social per movimentare l’atmosfera silenziosa che in questi giorni che anticipano la primavera, è piovuta sulle nostre città.
E così tra retorica e sentimento nazionale, in un momento dove uno dei settori più colpiti è proprio quello della cultura e della musica (concerti annullati, scuole chiuse, difficoltà oggettiva per molti che non hanno un vero inquadramento professionale) i social, perché bisogna pur sempre restare in casa, si sono riempiti di note.
E “passeggando” nella rete si passa dal presidente della Banda di Fanano che suona l’inno di Mameli dal balcone di casa con la tromba, agli insegnanti del Flauto Magico di Formigine che, tra un canto e un brano strumentale vanno a formare una playlist che nemmeno una riproduzione casuale su Spotify saprebbe riprodurre meglio.
C’è chi come la banda di Pavullo posta l’esecuzione dell’Inno nazionale eseguita all’ultimo concerto e chi, come Max Marmiroli, storico sassofonista modenese ed ex venditore di dischi, si inventa una versione strumentale de “Il mio canto libero” di Battisti, in un momento in cui, davvero occorre respirare liberi in un mondo che, prigioniero è (del coronavirus).
Stefano Bonacorsi

