'Il virus rimarrà quindi con noi- ha proseguito- L'ultima variante individuata o le varianti successive, poi vedremo quali, si modificheranno nell'arco dei mesi e degli anni, ma ormai il Covid farà parte di quei virus che ciclicamente, durante l'arco dell'anno, determineranno forme influenzali più gravi, rispetto ad altri virus che conosciamo, e ancora più pesanti per coloro che non hanno mai incontrato il virus o parte di esso, sia nella forma naturale sia in quella artificiale con la vaccinazione'. Ma ormai, secondo Sileri, ne 'siamo fuori, è molto improbabile che questo virus possa improvvisamente fare una variante molto più diffusiva, cattiva e ricominciare da capo'. Anche perché questo significherebbe 'avere davanti un altro virus. Abbiamo visto che i vaccini che noi oggi utilizziamo, che partono dal ceppo originario provenuto dalla Cina due anni fa, hanno funzionato e funzionano benissimo su tutte le varianti ad oggi conosciute'.
Sarà quindi un'estate 'tendenzialmente normale- ha aggiunto il sottosegretario- certo, sempre con il rischio che qualcuno possa essere positivo e che debba andare in isolamento; ma si tratta di positivi che oggi nella stragrande maggioranza dei casi, parlo dei vaccinati, hanno una forma influenzale pesante che però finisce lì'. Sarà invece un problema e 'continuerà ad esserlo per chi non è vaccinato, basta osservare i dati che provengono dalla Cina oppure da Hong Kong- ha sottolineato Sileri- dove la letalità del virus Omicron 2, che peraltro è più leggero rispetto all' originario, è intorno al 5% nella popolazione generale perché i vaccinati sono molto pochi'. Il virus quindi 'darà fastidio a chi non è vaccinato e a coloro che hanno fatto la dose molto tempo fa e che rischiano una reinfezione. È chiaro che esiste sempre la memoria del sistema immunitario e quindi solitamente una reinfezione è meno grave, ma può essere anche grave'.



