Il Glaucoma può essere definito come una neurotticopatia progressiva che, se non trattata, porterebbe a completa riduzione del campo visivo, cioè la parte di mondo che percepiamo guardando dritto senza girare la testa, limitando quindi l’autonomia di una persona. Attualmente rappresenta la prima patologia oculare al mondo causa di cecità irreversibile, secondo i dati del World Report of Vision del 2019, coinvolgendo circa il 3,5% della popolazione mondiale, in età adulta (maggiore di 40 anni), oltre 64 milioni di persone, e di questi almeno 7 milioni hanno manifestato perdita della vista o cecità. L’incidenza di questa malattia aumenta con l’aumentare della vita media e si stima che nel 2040 possa interessare quasi 112 milioni di persone.
È essenziale una valutazione precoce della malattia, allo scopo di instaurare il corretto percorso di trattamento per stabilizzare il danno ed arrestarne la progressione, ma, rimanendo asintomatica fino agli stadi avanzati, spesso non si riesce a fare una diagnosi tempestiva ed il danno sviluppato fino a quel momento non è più recuperabile, motivo per il quale il Glaucoma è stato definito “Ladro silenzioso della vista”. I principali fattori di rischio sono l’età avanzata, la familiarità ed un’elevata pressione intraoculare. Pertanto, una semplice visita oculistica completa è raccomandata periodicamente dopo i 40 anni, più frequentemente per chi abbia un parente glaucomatoso. Durante la settimana mondiale del Glaucoma, svoltasi dal 12 al 18 Marzo 2023, sono stati comunicati i dati di una campagna di screening che ha coinvolto oltre 8000 persone in età adulta, dal nome Vista in Salute: da questa è emerso che almeno 1 persona su 25 presentava il Glaucoma senza saperlo, ma anche che il 10% dei glaucomatosi visitati, non aveva valori di pressione intraoculare in compenso.
Negli ultimi anni la diagnostica si è arricchita di strumentazioni sempre più all’avanguardia che permettono, in maniera veloce e sempre meno invasiva, di documentare il livello del danno oculare, in alcuni casi grazie all’Intelligenza Artificiale aiutano il medico a fare diagnosi e a monitorare la progressione della patologia.
Sul fronte delle terapie, sono in corso di registrazione nuovi farmaci per uso topico ma anche per diretto impianto intraoculare che permetteranno un trattamento, al fine di abbassare la pressione intraoculare, sempre più personalizzato sul paziente.
Non per ultima la chirurgia oculare di questi pazienti presenta delle peculiarità in termini di rischio correlato e va programmata con il giusto timing e con alcuni accorgimenti specifici allo scopo di ottenere il miglior risultato. Alla classica chirurgia penetrante si sono affiancati trattamenti di chirurgia mininvasiva (MIGS) che permettono di abbassare la pressione intraoculare con effetti indesiderati sempre più contenuti.
Lo scopo dell'evento di sabato a Sassuolo vuole essere un momento di aggiornamento e di confronto, a livello di organizzazione territoriale, e di riflessione sulla gestione del paziente glaucomatoso considerando la sua cronicità e le esigenze ad essa connesse, emerse enormemente durante la pandemia da Covid, permettendo un’interazione proficua tra pazienti, oculisti ambulatoriali ed ospedalieri.



