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Di Pietro, Mentana, Moggi al Festival Giustizia Penale del post referendum

Di Pietro, Mentana, Moggi al Festival Giustizia Penale del post referendum

'Difendere. L’innocente, il colpevole, i diritti' è il tema della quarta edizione presentata oggi. Dal 14 al 17 maggio 2026 Modena, Carpi, Sassuolo, Formigine


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Enrico Mentana, Antonio Di Pietro, Alessandro Sallusti, Gianluigi Nuzzi: sono alcuni dei nomi che guideranno il pubblico dentro una quattro giorni che quest’anno arriva in un momento particolarmente sensibile per la giustizia penale, a breve distanza dal referendum sulla riforma Nordio. Un tema, quello del referendum, che il presidente del Festival, Guido Sola, presidente della Fondazione del Festival, volto noto della campagna per il SI, non ha eluso e anzi, a domanda, ha confermato essere oggetto di discussione nel corso del Festival. Presentato oggi nella sede del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore.
Parlando del referendum Sola ha ricordato come l’avvocatura penalistica abbia trascorso 'tre mesi a spiegare la giustizia penale ai cittadini, senza la logica della vittoria o della sconfitta, ma con l’obiettivo di rendere comprensibile un sistema che troppo spesso viene raccontato per slogan. Il referendum - ha detto - non sarà celebrato né rimosso: sarà piuttosto il punto da cui ripartire per ricostruire un dialogo con tutte le componenti della giurisdizione, magistratura compresa, perché la giustizia, oggi più che mai, ha bisogno di essere resa più efficiente e più prudente, capace di evitare quegli errori che disintegrano vite vere di persone vere”.

 

Del resto su questo terreno si innesta il tema dell’edizione 2026: “Difendere.
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L’innocente, il colpevole, i diritti”. Un titolo che il direttore scientifico Luca Lupària Donati ha definito tutt’altro che scontato. 'Difendere gli innocenti sembra ovvio, ha spiegato, ma non lo è affatto; difendere i colpevoli lo è ancora meno, eppure è proprio lì che si misura la tenuta dello Stato di diritto'.
La difesa come presidio, come garanzia, come limite al potere punitivo: un tema che attraversa il cuore del processo penale e che permette al festival di aprirsi, come ogni anno, a scrittori, filosofi, scienziati, giornalisti, in un dialogo che supera i confini del diritto.

 

La presenza di Luciano Moggi, atteso a Mirandola per un confronto su Calciopoli vent’anni dopo, è uno degli elementi che ha suscitato maggiore curiosità. Lupària ha ricordato che 'la giustizia sportiva è parte della giustizia “con la G maiuscola” e che casi come quello di Calciopoli, tornati oggi sorprendentemente attuali, permettono di affrontare questioni più ampie: responsabilità, narrazioni pubbliche, errori, percezioni collettive'.

 

Sola ha collocato questa edizione in continuità con quella del 2025, dedicata al tema della verità.
'Se l’anno scorso si è ragionato sul fatto che nel processo penale non esiste una verità unica ma molte verità possibili, quest’anno – ha detto – si chiude un cerchio, concentrandosi su ciò che gli avvocati fanno ogni giorno: difendere chi siede dalla parte del presunto torto, senza dimenticare le vittime e senza smarrire il senso del garantismo come prudenza nel giudizio, antidoto necessario in un’epoca segnata da populismo e giustizialismo'.

 

A fare gli onori di casa nella presentazione di oggi è stata Laura De Fazio, direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore, che ha ricordato come 'ospitare il Festival significhi esercitare la terza missione dell’università: portare il sapere giuridico fuori dalle aule, dialogare con professionisti, istituzioni e territorio, avvicinare i cittadini alla complessità della giustizia penale e mostrare come il diritto incida concretamente sulla vita delle persone'

 

Il programma in 7 comuni
Il programma, distribuito tra sette comuni, conferma la natura diffusa e partecipata del Festival. Antonio Di Pietro sarà protagonista di un incontro al Mercato Albinelli dedicato al rapporto tra giustizia, politica e memoria civile. Enrico Mentana concluderà un dialogo sulla pace e sulla responsabilità nelle guerre contemporanee. A Formigine Nuzzi racconterà i grandi casi italiani tra cronaca e giustizia. A Mirandola Luciano Moggi, Sabatini e De Santis riapriranno il dossier Calciopoli.
A Pavullo un appuntamento speciale sarà dedicato alla vicenda giudiziaria di Franco Califano, in collaborazione con Errorigiudiziari.com. E per tutta la durata del festival, al Palazzo dei Musei, la mostra fotografica “La forma della difesa” offrirà una riflessione visiva sul valore simbolico della toga forense.
Quattro giorni di conferenze, dialoghi e dibattiti che riportano al centro un principio semplice e radicale: la difesa non è un dettaglio tecnico, ma la prima garanzia di libertà. Difendere tutti – innocenti, colpevoli, diritti – significa difendere la democrazia stessa.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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