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Donatori sangue, Avis Modena compie 70 anni

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Dai primi venticinque soci della fondazione ai settemila donatori di oggi, una lunga storia di solidarietà insieme alla città 


Donatori sangue, Avis Modena compie 70 anni

L’Avis comunale di Modena si appresta nel 2020 a celebrare il 70° anno dalla fondazione. Il programma delle iniziative, rivolte non solo ai donatori ma a tutta la città, è stato presentato oggi in Municipio, introdotto dal saluto e dal ringraziamento del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, già donatore Avis, a nome della comunità modenese. Il logo del 70°, coniato appositamente per la ricorrenza, campeggerà nel corso dell’anno    in diverse occasioni di sport, salute e spettacolo.

Il primo appuntamento sarà il 18 aprile in Piazza Matteotti con l’iniziativa “La salute scende in piazza”, insieme agli studenti della facoltà di Medicina di Unimore.

Il 14 maggio a festeggiare Avis e i suoi donatori ci sarà Paolo Cevoli al Teatro Storchi con il suo spettacolo “La Sagra Famiglia”.
Dal 15 al 17 maggio Avis parteciperà alla manifestazione Motor Valley Fest, mentre in giugno, all’interno di Lesynfesta a Lesignana, si terrà la festa con premiazioni per i ragazzi neo donatori delle scuole.
Il 14 giugno Avis Modena sarà presente insieme alle Avis della provincia alle iniziative per la Giornata Mondiale del Donatore.
Sarà poi l’Accademia Militare ad ospitare a inizio ottobre la Festa dell’Oro, con interventi di esponenti della cultura, della sanità, delle istituzioni cittadine e la premiazione dei donatori benemeriti.
In novembre, data da definirsi, evento musicale con il Coro San Lazzaro e la banda cittadina “A. Ferri”.
Il 70° anno si concluderà a passo di corsa con la Christmas Run di dicembre a San Donnino, dedicata ad Avis.

Nata ufficialmente il 29 settembre 1950, con William Pini primo presidente, l’Avis cittadina contava al tempo 25 volontari, che riuscirono ad ottenere in un anno ben 235 donazioni. Erano allora donazioni “braccio a braccio”, che si potevano effettuare anche più volte la settimana, seguite da un pasto sostanzioso e non di rado da una buona bistecca. Negli anni le tecniche di prelievo, di conservazione e lavorazione del sangue si sono necessariamente evolute, con l’obiettivo di garantirne l’utilizzo ottimale, la sua completa sicurezza e la salute di riceventi e donatori, che oggi si sottopongono al prelievo al massimo 4 volte l’anno.

Lo sviluppo dell’associazione è stato dagli anni ‘50 costante e qualificato anche dal punto di vista sanitario grazie all’impulso dell’illustre ematologo prof. Edoardo Storti, presidente Avis dal 1956, che raccolse intorno all’associazione un gruppo di giovani allievi destinati a ruoli di rilievo nazionale e internazionale nel campo ematologico e trasfusionale.

Con l’inaugurazione nel 1975 del Centro Trasfusionale Ospedaliero del Policlinico, Avis manterrà le funzioni di raccolta di sangue e plasma e la struttura sanitaria pubblica si occuperà del suo utilizzo e lavorazione. Lo stretto legame tra l’associazione e il servizio del Policlinico è ancora oggi alla base del funzionamento del nostro sistema trasfusionale.

L’impegno dei volontari e dei medici ha permesso di rafforzare negli anni successivi il radicamento di Avis nel tessuto sociale cittadino, portando il messaggio del dono in tutti i settori pubblici e privati: nei quartieri, nelle aziende, nelle istituzioni, nello sport, nelle scuole di ogni ordine e grado, da cui ogni anno provengono circa 200 nuovi giovani donatori. 

Lo stesso impegno ha portato i volontari Avis ad intervenire con mezzi e strutture in situazioni di emergenza a seguito di calamità, sia sul territorio nazionale sia fuori dall’ Italia. Significativo per Modena il legame con l’Accademia Militare, che dal 2015 ha inserito la sensibilizzazione al dono del sangue tra i progetti  formativi degli allievi ufficiali. In questi anni da cadetti e ufficiali sono arrivate circa 800 donazioni.

I dati odierni dell’Avis comunale vengono forniti dal presidente Adalberto Biasiotti: nel 2019 è stato stabilito un nuovo record di 11.085 donazioni (record precedente 11.042 nel 2017), di cui 4.404 in aferesi (plasma e piastrine), un tipo di donazione di cui c’è sempre maggior richiesta. Con 7.208 donatori, una percentuale rispetto ai cittadini residenti tra le più alte in Italia, l’Avis modenese ha potuto soddisfare tutte le richieste provenienti delle strutture pubbliche, garantendo la totale autosufficienza e anche l’assistenza ad altre associazioni al di fuori del nostro territorio. I registri dei donatori forniscono una lettura anche dell’evoluzione demografica della nostra comunità: sono sempre di più quelli originari di altre città italiane, da Trento a Trapani, e gli stranieri provenienti da ben 41 diversi Paesi.

L’attuale sede di via Livio Borri, inaugurata nel 2002 anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, ha arricchito l’offerta culturale per i donatori, con numerose mostre di artisti modenesi, allestite nella sala d’aspetto, e un servizio di “bookcrossing” con libero scambio di libri, cui possono accedere gli avisini di tutta la provincia.



Redazione La Pressa
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