Un intervento importante ed interessante da osservare nello svolgersi del cantiere, giunto circa all'80% della sua realizzazione. Ma l'attenzione di oggi, nell'organizzazione comunale, doveva essere concentrata su di lui, sul sindaco, e su quella demolizione necessaria ad aprire un varco di collegamento tra i due cortili. Due cortili, come vedremo, già di fatto collegati. Tutto è pronto, da entrambi i lati, come succede per l'ultimo metro di parete di una galleria scavata nella roccia, quando si prepara la festa per salutare l'abbattimento dell'ultimo frammento. Così era anche lì: giornalisti da una parte e dall'altra. Con operai e pubblico pronti ad applaudire. Tutto programmato. Ma giunti sul posto poco prima dell'abbattimento ci rendiamo conto che proprio di fianco, vicinissimo al punto in cui la parete verrà demolita per fare posto ad una nuova porta, un'altra porta c'è già. Bella, storica, massiccia, più centrale e più importante anche per dimensioni rispetto a quella che verrà. Una porta che fornisce l'accesso ad un locale di servizio agli uffici della Soprintendenza, ma da anni vuoto; un locale che non solo è direttamente affacciato, dandovi accesso, sul cortile dell'ex ospedale Estense ma ha (anzi aveva prima che lo murassero di recente), un passaggio di accesso al punto di apertura della nuova porta. E allora perché non utilizzare quella porta di accesso che già c'è, tra l'altro molto grande, bella e soprattutto simmetrica rispetto a quella che alla sinistra del cortile immette alla biglietteria dei musei civici? Anche perché quella demolizione e quell'apertura che in sindaco si accinge a completare, è costata non poco tempo e risorse.
Apprendiamo infatti che ci sono voluti quasi due mesi di confronto e di procedure per avere l'autorizzazione della Soprintendenza a rimuovere, con appositi mezzi, il pesante e delicato sarcofago romano che vi era appoggiato e a smontare le altrettanto delicate lapidi installate in quella parete che sarebbe stata abbatuta.
Gi.Ga.


