Entrando nel dettaglio, dall’indagine, che offre dati aggregati a livello regionale, si apprende che la maggior parte degli episodi analizzati sono avvenuti nei comuni capoluogo, con una prevalenza, all’interno dei singoli contesti territoriali, nelle zone centrali delle città. Ipotizzando un minore utilizzo degli spazi urbani nei mesi invernali, la ricerca restituisce una presenza dei gruppi che, invece, non si concentra nel periodo estivo: il 32 % degli episodi si sono verificati nei mesi da giugno ad agosto e il 68 % è distribuito nei restanti mesi dell’anno. Dagli episodi rilevati emerge l’immagine di gruppi la cui numerosità conta per lo più da 4 a 6 giovani (40 %). Nella quasi totalità dei casi si registra il coinvolgimento di un numero di giovani superiore a 7 (45 %) e il numero dipende dal fatto che si tratta di scontri fra gruppi.
I gruppi sono quasi esclusivamente maschili (77 %) con una componente minoritaria della partecipazione femminile che connota i gruppi “misti” (23 %) e sono composte da ragazzi per lo più in età preadolescenziale: il 40% degli episodi riguarda giovani tra i 14 e i 17 anni, a cui si può aggiungere il 25% di casi in cui il dettaglio sull’età non era specificato ma si identificavano i ragazzi come “minorenni”. I gruppi di soli maggiorenni costituiscono il 15 % e il 20 % presenta, in relazione all’età, una composizione “mista” con meno e con più di 18 anni.
In maggioranza, gli episodi raccontano di gruppi “stranieri” (60 %), anche se questa informazione incontra il limite che le seconde o terze generazioni di minorenni non hanno acquisito la cittadinanza italiana: “Gli stranieri - spiegano le curatrici dell’indagine - possono, dunque, essere sovra-rappresentati. Inoltre, in alcune notizie la nazionalità veniva identificata a partire dai racconti delle vittime e, quindi, in considerazione dei tratti somatici dei giovani autori dei fatti”.
Le vittime sono anche loro principalmente maschi (87 %) e coetanei di chi li aggredisce. Il 42 %, infatti, ha un’età compresa tra i 14 e i 17 anni, cui si possono aggiungere il 13 % di minori di 13 anni e l’11% di “minorenni” così definiti dalla stampa senza ulteriori indicazioni d’età. I maggiorenni vittime delle azioni delle bande rappresentano il 29% del campione analizzato e nel 5% si tratta di vittime sia maggiori sia under18. Diversamente da quanto rilevato in merito alla nazionalità prevalentemente straniera dei componenti dei gruppi, le vittime sono soprattutto italiane (77 %) e, in misura minore, straniere (23 %). Gli articoli fanno riferimento a una conoscenza tra autori e vittime nel 5 % circa dei casi.
Nel 49% dei casi i reati compiuti sono contro il patrimonio, nel 25 % contro la persona e solo nel 14 % si tratta di risse. Il residuale 10 %, categorizzato come “altro”, comprende due casi di spaccio e detenzione di stupefacenti, un caso di porto abusivo di armi, un caso di violenza su animali e un caso di incendio.


