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Farmacie come tamponifici, ma farne e raffica serve a poco

Farmacie come tamponifici, ma farne e raffica serve a poco

I responsabili Ausl: 'Un abuso genera sovraccarico inutile sul sistema. Confronto in atto con il Ministero per farli solo ai sintomatici'


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'Sono convinto che ci sia un abuso di tamponi. Ci sono persone che se li fanno a casa loro, quasi tutti i giorni, e anche in farmacia, ripetutamente. Dal punto di vista della sanità pubblica non è che cambi molto, e ricordo che anche nei guariti succede che, dopo settimane, si possono trovare tamponi ancora positivi. È accaduto ad esempio anche a mia figlia. Un positivo al secondo tampone di controllo può uscire dalla quarantena al 21esimo giorno senza tampone, e quindi è inutile che si faccia tamponi al 22esimo, al 23esimo e al 24esimo giorno. L'abuso di tamponi ci crea un sovraccarico inutile dentro al sistema'.
Più che ricorrere ai tamponi anche non prescritti come diagnosi sul virus, rilancia quindi il dg dell'Ausl di Modena, 'serve mantenere distanziamento, mascherina e igiene delle mani, utili fra l'altro negli ospedali in generale e nelle Cra. La gente si tampona per stare tranquilla, e quindi bene il confronto in atto con il ministero della Salute per considerare casi solo i casi sintomatici, che non vanno oltre il 30-40%. Ci aiuterebbe molto'.

Aggiunge e ricorda Davide Ferrari, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl: 'Se si hanno sintomi non si può subito andare in farmacia a fare tampone, si sente il proprio medico. In farmacia ci si va se asintomatici, per uscire dalla quarantena e isolamento, oppure in caso di necessità per i viaggi all'estero'. Si sono contati 13.000 tamponi ieri in provincia, tra Ausl e farmacie, e quelli riferiti a persone sintomatiche sono uno su quattro o uno su cinque. 'Noi li seguiamo tutti quelli positivi, ma seguire a domicilio un modenese su 20, perché sono 35.000, implica un grande sforzo complessivo', assicura Brambilla.

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