A parlare è Chiara Costetti, referente del Comitato cittadino Respiriamo Aria Pulita che da anni si batte per la trasparenza e per l'abbattimento delle emissioni e dell'impatto ambientale, derivante dall'attività delle fonderie cooperative di via Zarlati, già nel 2005 dichiarate da Arpa e Usl incompatibili, vista la loro tecnologia a carbone, con il contesto urbano e residenziale presente ai tempi, e futuro. Una incompatibilità che pur certificata dagli organismi tecnici (ma limitata a parere e non vincolo), venne nei fatti ignorata dall'allora amministrazione comunale che in quel luogo diede il via libera a nuove costruzioni. Le stesse abitazioni nelle quali da almeno 15 anni decine di famiglie convivono con emissioni inquinanti ed odorigene (alcune lo sono entrambi) che hanno spinto i cittadini a fondare e a riunirsi in un comitato per avere e dare informazione e per sollecitare un'azione verso la mitigazione dell'impatto ambientale, oltre che per sollecitare un processo di chiusura o trasferimento della fonderia. Cosa che fu prevista, anzi promessa ed annunciata nuovamente, nel 2008, quando il Comune pose come condizione per il proseguio dell'attività dell'impianto, il passaggio dal forno a carbone a forno elettrico, mai avvenuto.
E nonostante gli anni di attesa fatti di promesse non mantenute, i cittadini del comitato avevano appreso con fiducia e soddisfazione, nell'ottobre scorso, della decisione di un accordo per la dismissione entro il 2022, oltre ad una serie di impegni sul fronte della mitigazione ambientale per arrivarci, a quel 2022, con condizioni migliori.
Ipotesi che avendo la fonderia possibilità di trasferire buona parte della produzione più pesante nello del gruppo a Padova, aveva preso forma in un piano di dismissione concordato tra azienda e Comune, e finalizzato alla chiusura, al trasferimento e alla successiva bonifica del sito.
A cinque mesi da quell'incontro quel piano, che nonostante le promesse, al comitato non fu mai consegnato, si è trasformato in un protocollo concordato tra Comune ed azienda che una volta letto (questa volta si), dai componenti del Comitato, ha sollevato forti dubbi e perplessità sulla possibilità che il protocollo stesso possa essere rivisto e soprattutto non rispetto.
Da qui l'appello lanciato oggi dal Comitato nei luoghi dove lo skyline è da sempre caratterizzato da questa struttura industriale anni '50 e dai fumi che costantemente da questa si sprigionano, a poche decine di metri dalle case e da una polisportiva, da diverse scuole ed un parco giochi. Per lanciare un appello affinchè ci siano quelle tutele che ad oggi non si sono.
Gi.Ga.


