Il piano, che resterà consultabile fino al prossimo 2 ottobre, è stato pubblicato sul sito istituzionale della Prefettura. In questo documento vengono illustrate in modo dettagliato le caratteristiche dell’area interessata, la natura dei rischi potenziali e gli scenari incidentali ipotizzabili. Ampio spazio è riservato anche alle misure di mitigazione previste, alle modalità di intervento delle autorità coinvolte, al sistema di allertamento in caso di emergenza e alle azioni di autoprotezione che la popolazione dovrebbe adottare in caso di pericolo e, appunto, di emergenza.
Lo stabilimento Opocrin - si evince dal documento che descrive il piano di emergenza interna ed esterna - produce principi attivi farmaceutici, e svolge la propria attività attraverso processi di estrazione e precipitazione condotti in soluzione acquosa. Le lavorazioni si basano sull’utilizzo di semilavorati ottenuti da organi animali, con l’impiego di solventi chimici ad alta volatilità e infiammabilità come metanolo, acetone e cloroformio. Le operazioni si svolgono per lotti, e le linee produttive sono concentrate in due aree distinte all’interno del sito industriale: la zona sud dello stabilimento e il reparto nord-est. I solventi vengono trasportati tramite un sistema di tubazioni che collega direttamente il parco serbatoi alle aree di produzione.
Sebbene le lavorazioni siano considerate sotto controllo e non comportino la generazione di sostanze pericolose ulteriori rispetto ai materiali di partenza, neppure in caso di variazioni anomale dei parametri produttivi, la presenza di agenti chimici infiammabili impone un livello elevato di attenzione. Il Piano di Emergenza Esterna nasce proprio per questo: definire un protocollo chiaro e condiviso di intervento in caso di incidente, e soprattutto informare e preparare i cittadini, oltre alle istituzioni, affinché siano consapevoli e pronti a reagire in modo corretto.
Tutti i cittadini possono ora prendere visione del piano e presentare osservazioni, proposte o richieste entro il termine fissato del 2 ottobre 2025, trasmettendole alla Prefettura di Modena.

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