Il patrocinio che la Giunta del Comune di Modena ha voluto dare, attraverso l’assessore alle Pari Opportunità , alla manifestazione omosessualista Gay Pride è imbarazzante
Le considerazioni a supporto della scelta del patrocinio secondo le quali l’assessore afferma che «sulla stessa linea di riflessioni e azioni a favore della pari dignità di tutte le persone e contro la discriminazione che come Amministrazione stiamo seguendo dall’inizio di questa legislatura, in collaborazione con le associazioni Lgbt insieme alle quali abbiamo costituito un tavolo di confronto», utilizzate per appoggiare il Gay Pride, sono totalmente sconnesse da ciò che è il nesso con la realtà.
Ad affermarlo il Comitato 'San Geminiano Vescovo', con un articolato intervento sulla sfilata LGBT che si terrà a Modena il primo giugno, patrocinata dal Comune di MOdena.
'Tale sfilata - afferma il comitato- è molto di più e molto peggio di ciò che l'assessore afferma. Essa, infatti, è un cavallo di Troia scandaloso e grottesco attraverso il quale le lobby LGBT vorrebbero affermare che l’ “amore” fra uomo e uomo, donna e donna, celebrato con uno stile di vita contro natura, possa considerarsi come normale.
Gravissime per il Comitato 'sono infatti le molto immagini che hanno ritratto bambini immersi nello spettacolo osceno dei Gay Pride: talvolta travestiti, talvolta truccati o pitturati dei colori arcobaleno.
Modena vuole davvero tutto questo? Non possiamo non ipotizzare come, in questo Patrocinio comunale, vi sia la caccia agli ultimi voti che l’attuale Amministrazione sente sempre più lontani in vista delle elezioni di maggio. In ciò non solo risiede una strumentalizzazione, ma anche una conferma di quale sia il livello e l’interesse morale della sinistra italiana che, invece di pensare ai bisogni delle famiglie con figli, ai cittadini disoccupati e via discorrendo, dimostra di avere altre priorità spacciate sotto l’ormai ridicolo e ipocrita profilo del buonismo pour tous'
Il Comitato San Geminiano Vescovo elenca in altri quattro punti le ragioni della contrarietà alla manifestazione ma soprattutto la volontà politica del comune a sostenerla
'Siamo certi che non pochi cittadini siano stanchi di tutto questo e non vedano, pur magari non avendo
Il nostro Comitato appoggia e concretizza il pensiero di tanti, anzitutto riparando, con il gran mezzo silenzioso e pacifico della preghiera, un pubblico scandalo; in secondo luogo difende la Famiglia formata da uomo e donna, i cittadini di buona volontà e tutti quei fedeli stanchi di questo regime di imposizione sociale e “morale”.
Qualcuno ha attaccato il Comitato arrivando a dire che «le riparazioni andrebbero fatte per la pedofilia nella Chiesa». Ebbene, vorremmo ricordare che, pur denunciando senza reticenze le infime percentuali di preti pedofili nella Chiesa, la maggior parte degli abusi, anche quelli più recenti ricondotti al Cardinale americano Theodor McCarrick e ai suoi satelliti, sono abusi di natura omosessuale e, per la precisione, efebofila, ovvero l’attrazione verso i giovani adolescenti. Trattasi, dunque, nella maggior parte dei casi, di consacrati omosessuali.
Il Comitato “San Geminiano Vescovo” è fondato da laici i quali, secondo il Codice del Diritto Canonico - Can. 225, 1 - «dal momento che, come tutti i fedeli, sono deputati da Dio all'apostolato mediante il battesimo e la confermazione, sono tenuti all'obbligo generale e hanno il diritto di impegnarsi, sia come singoli sia riuniti in associazioni, perché l'annuncio divino della salvezza venga conosciuto e accolto da ogni uomo in ogni luogo; tale obbligo è ancora più urgente in quelle situazioni in cui gli uomini non possono ascoltare il Vangelo e conoscere Cristo se non per mezzo loro». Risulta perciò urgente specificare non solo il diritto, ma anche il dovere verso il quale, proprio in quanto laici, siamo chiamati a prestare attenzione per riparare ai gravi scandali perpetrati contro Dio, contro la Chiesa, e contro la società intera.


