L'assessore ha sottolineato il taglio dalle 29 sale del 2019 alle otto attuali, dopo l'applicazione del 'distanziometro' introdotto dalla legge regionale sul gioco del 2013, spiegando che l'azione del Comune ha come obiettivo la promozione della legalità e la prevenzione della ludopatia.
In una lettera inviata all'assessore, Astro si sofferma tuttavia su alcune recenti ordinanze del Consiglio di Stato: in una di queste (datata 18 febbraio) i giudici, puntualizza l'associazione, hanno sospeso il provvedimento di chiusura di una sala giochi di Modena, ritenendo che 'esso si traduce in un sostanziale effetto espulsivo dell'attività del gioco lecito dal territorio comunale'. È invece del mese scorso la decisione di Palazzo Spada di affidare al Politecnico di Milano una perizia sul possibile effetto espulsivo dei giochi nei Comuni di Bologna, Ravenna e Riccione. Sono tutti segnali che, secondo As.tro, l'amministrazione modenese dovrebbe tenere in considerazione: 'Sono temi importanti, che dovrebbero stimolare riflessioni serene e costruttive anziché prese di posizione influenzate da pregiudizi ideologici', scrive il presidente dell'associazione, Massimiliano Pucci.
Nel corso del question time, si legge ancora nella nota dell'associazione, l'assessore 'si è invece limitato a rivendicare con entusiasmo il numero rilevante di aziende di cui tale legge ha provocato la chiusura, senza peraltro mostrare alcun segno di umana solidarietà verso le persone che hanno perso il lavoro'. Astro dice insomma che 'il taglio delle sale legali rappresenta un vantaggio per le attività illecite, che trovano più opportunità di soddisfare la domanda dei giocatori', e comunque 'il numero di persone assistite dai servizi per le dipendenze delle Ausl è in costante aumento'. Astro auspica quindi l'apertura di 'un confronto costruttivo' su 'un tema la cui complessità e delicatezza non abbiamo mai inteso porre in discussione', ma che secondo gli operatori va affrontato 'con maggiore obiettività'.


