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Green Pass senza guida e quarantena senza salario: il governo risponda

Green Pass senza guida e quarantena senza salario: il governo risponda

Dall'Assessore regionale Colla ai sindacati, è pressing sull'esecutivo per evitare caos, danni e discriminazioni nell'applicazione del provvedimento


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Da un lato i problemi e le divisioni generati dall'applicazione del Green Pass sul lavoro e dall'altro lo stop dell'Inps alla quarantena 'pagata' come malattia. Di fronte a questi problemi, il Governo deve 'adoperarsi con urgenza per trovare le risorse necessarie e dare le dovute risposte a lavoratori e imprese'. L'appello arriva dall'Emilia-Romagna per bocca dell'assessore regionale alle Attività produttive, Vincenzo Colla. 'La comunicazione da parte dell'Inps che non verranno più pagate le malattie per quarantena rende quantomai urgente un incontro fra Governo e parti sociali- afferma Colla- al fine di trovare soluzioni condivise sul tema della sicurezza e dei controlli in azienda, a partire dai green pass'.

Secondo l'assessore, infatti, è 'necessario aggiornare i protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro, concordati fra le parti a inizio pandemia, alla luce della grande novità e opportunità data dalla diffusione dei vaccini, allora non ancora disponibili'.

Dopo l'estate, dunque, alla ripresa delle attività, 'sarà fondamentale avere linee chiare e condivise per consentire a lavoratrici e lavoratori di muoversi in sicurezza in ogni luogo di lavoro, evitando inutili tensioni e contrapposizioni', insiste Colla.
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Quanto all'annuncio dell'Inps, aggiunge l'assessore, che 'per mancanza di risorse non verrà riconosciuta retroattivamente nel 2021 l'indennità a seguito di quarantena certificata dai servizi sanitari, non solo, come sottolineato in queste ore dalle organizzazioni sindacali, si provoca un danno profondamente ingiusto a lavoratori che spesso proprio per le loro mansioni sono più esposti ai pericoli di contagio, ma si rischia di creare un pericoloso cortocircuito che disincentiva qualsiasi denuncia'.
Per questo, dice Colla, 'chiederemo al Governo di adoperarsi con urgenza per trovare le risorse necessarie e dare le dovute risposte a lavoratori e imprese'.

'La busta paga è a rischio per circa 9.500 lavoratori in Emilia-Romagna, sono 98.369 a livello nazionale. Non solo. La mancata indennità potrebbe portare i lavoratori a non segnalare più contatti con positivi, accrescendo il rischio di un'ulteriore diffusione del virus'. A lanciare l'allarme è la Cisl Emilia-Romagna, che si rivolge al presidente della Regione Stefano Bonaccini. 'Con una sorprendente nota del 6 agosto scorso- spiega il sindacato- l'Inps ha comunicato che per il 2021 non sono state stanziate risorse per le indennità di malattia in caso di quarantena per i dipendenti privati entrati in contatto con un positivo Covid. Incredibilmente, ad agosto e con effetto retroattivo, l'isolamento che prima era parificato alla malattia e quindi pagato dall'Inps ora non lo è più di fatto'.
Lo stesso Istituto, riferisce ancora la Cisl, ha chiarito anche che 'non saranno corrisposti i trattamenti economici previsti dal decreto Cura Italia ed equiparati a quanto previsto in caso di malattia comune' ai lavoratori in quarantena. A conti fatti, dunque, 'chi non riceverà per l'intero 2021 la copertura economica per l'assenza dovuta a quarantena e si troverà senza stipendio e senza contributi sono soprattutto quei lavoratori che non possono in alcun modo svolgere attività da remoto- spiega il sindacato- come ad esempio operai, magazzinieri, muratori, commessi, cassieri, educatori delle coop sociali. Proprio chi è stato in prima linea durante il lockdown'.

Senza regole chiare sul green pass nei luoghi di lavoro 'è rischio Far West nelle aziende'. A mettere in guardia sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil dell'Emilia-Romagna che citano un primo caso limite alla Suba Seed di Longiano, in provincia di Forlì-Cesena. Nei giorni scorsi, riferiscono i confederali, sulla bacheca aziendale la direzione ha affisso una comunicazione dove viene indicato l'obbligo 'fino alla fine della pandemia' di tampone rapido per chi non ha il green pass a partire da lunedì prossimo, 23 agosto, 'come da regolamento interno ai fini della salute e sicurezza'.

Nella comunicazione, l'azienda indica anche dove effettuarlo e in quali orari.
Il tampone, si legge nel volantino, dovrà essere essere ripetuto ogni 72 ore per un costo di 25 euro cadauno, 'che verrà addebitato nella paga mensile del dipendente'. E se il test verrà fatto durante le ore di lavoro, i dipendenti dovranno mettersi in ferie. Tutti gli interessati 'saranno contattati personalmente'. Cgil, Cisl e Uil ci tengono prima di tutto a ricordare che ad oggi 'non c'è alcuna norma che autorizzi i datori di lavoro a prendere provvedimenti su questioni di salute pubblica', dovendo rifarsi solo a 'leggi dello Stato e non a regolamenti interni'. Dopodichè, la procedura indicata dalla Suba Seed 'viola le più basilari norme sulla privacy, con l'aggravante del costo tutto a carico dei dipendenti'.
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