'Il Centro, infatti, dovrebbe essere il regno dei pedoni, dei ciclisti e del trasporto pubblico, invece una gestione rinunciataria della regolamentazione del trasporto merci ha contribuito a trasformarlo in un luogo affollato di furgoni e camion che sbucano e sostano su strade, strisce pedonali, marciapiedi ad ogni ora del giorno. Eppure si tratta di un problema logistico superabile ricorrendo ad esempio al “Transit Point”. Il Transit Point è un luogo di smistamento dove le merci, portate dalle aziende di trasporto, vengono subito consegnate con veicoli ecologici e su percorsi che permettano di rifornire più attività in un solo giro. In tal modo si abbattono sia il numero dei veicoli circolanti, sia l’inquinamento, sia i costi. L’attuale anarchia, invece, provoca la reciproca ostruzione fra furgoni e camion, la costante occupazione degli esigui spazi del Centro, il dissesto delle strade, dannosi dei gas di scarico e uno spaventoso aumento di incidenti.
Sia chiaro, le attività commerciali ed artigianali del centro vanno agevolate per reggere la concorrenza della folle proliferazione dei supermercati e devono essere rapidamente alimentate ma proprio per questo occorre attuare un efficiente ed unico servizio di trasporto merci per tutto il Centro.
Il Comune, che è inerte, dovrebbe essere il promotore del Transit Point. Oggi la frammentazione delle consegne è totale, ognuno provvede per sé sopportandone anche i costi.
Modena Volta Pagina chiede che il PUMS sia integrato da un concreto progetto per la costituzione di un Transit Point per il cuore della città o anche su questo dovremo approntare noi una proposta?'. La storia però dimostra che non è inserendolo negli indirizzi e nei progetti del documento base per le politiche della mobilità urbana, il PUM appunto, che i progetti hanno garanzia di essere realizzati. Serve anche la volontà politica, oltre alla capacità, di realizzarli veramente. Cosa che fino ad ora non è accaduta.

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