Nuovo intervento di soccorso nel Mar Mediterraneo per la nave Geo Barents di Medici Senza Frontiere. L’imbarcazione è intervenuta per aiutare 73 persone in acque internazionali al largo della Libia, che viaggiavano su un gommone sovraccarico e in difficoltà. Tra loro anche 16 minori non accompagnati. Si aggiungeranno all'elenco degli oltre 2500 registrati
I migranti ora stanno bene e sono assistiti dall’equipe medica di Msf. Alla nave della ong è stato assegnato il porto di Ancona. Lo rende noto la stessa Medici Senza Frontiere. “Ci vorranno 3,5 giorni di navigazione – sottolinea la ong su Twitter – per raggiungere Ancona con il meteo che, secondo le previsioni, peggiorerà significativamente da lunedì“.
“In base alle leggi internazionali marittime, l’Italia dovrebbe assegnare il luogo sicuro più vicino alla Geo Barents, mentre per raggiungere Ancona ci vorranno almeno 3,5 giorni e le condizioni meteo sono pessime”. Così - all'agenzia Dire Juan Matias Gil, capomissione di Medici Senza Frontiere. “Assegnare un porto più vicino avrebbe soprattutto un impatto positivo sulla salute fisica e mentale dei sopravvissuti a bordo – prosegue l’attivista -. Chiediamo pertanto al ministero dell’Interno l’assegnazione di un luogo sicuro più vicino che tenga in considerazione la posizione attuale della Geo Barents”.
Le norme del nuovo Decreto Sicurezza
Il nuovo decreto Sicurezza approvato dal governo Meloni prevede che le navi delle ong debbano richiedere immediatamente il porto di sbarco a cui, una volta ottenuto, bisogna arrivare senza ritardi. Eventuali violazioni potrebbero comportare sanzioni amministrative fino a 50mila euro e il sequestro della nave. La misura è stata fortemente criticata dalle ong.
In foto la nave Geo Barents, dalla pagina di Medici Senza Frontiere
Il 5 gennaio primo giorno con 0 sbarchi, ma da inizio anno sono 2500
Dichiarano per lo più nazionalità tunisina. Sale la polemica tra governo e ONG sui 73 migranti a bordo della Geo Barents obbligata a sbarcare ad Ancona
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