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Il 65% degli emiliano-romagnoli ritiene la propria città poco sicura

Il 65% degli emiliano-romagnoli ritiene la propria città poco sicura

Indagine Udicon Emilia-Romagna. Promossi i servizi della pubblica amministrazione, male su tempi di attesa in sanità


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Promossi la qualità della pubblica amministrazione, il servizio raccolta rifiuti e il trasporto pubblico locale. Più problematica la percezione di legalità nelle città e la sicurezza stradale, così come i tempi di attesa per mettersi in contatto col medico curante o per fare una visita.

E' un quadro tra luci e ombre e con dati divergenti nel confronto tra province, quello che emerge dall'indagine sulla qualità della vita realizzata da Udicon Emilia-Romagna a fine 2022. La rilevazione è stata fatta nel novembre scorso attraverso la somministrazione di 1.000 questionari in ciascuno dei nove comuni capoluogo con l'aggiunta di Cesena (10.000 questionari analizzati per tutta l'Emilia-Romagna).

I dati su Bologna riflettono appieno i risultati aggregati a livello regionale, tranne alcuni scostamenti. A livello regionale oltre il 77% dei cittadini hanno confidato la loro soddisfazione (dall'abbastanza al molto soddisfatto) per la qualità dei servizi proposti. La percentuale è ancora più alta sotto le due Torri, con l'83% delle persone che esprime complessivamente la propria soddisfazione. Più negativo il giudizio sui tempi di attesa all'interno degli uffici pubblici: a livello regionale l'insoddisfazione è del 34%, un cittadino su tre, a Bologna questo dato è più basso, ma comunque si attesta al 24% (i per niente soddisfatti sono il 10%, mentre i poco soddisfatti il 14%).
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A livello regionale il 65,11% degli intervistati ritengono la propria città non sicura, un dato estremamente alto. A Bologna il tono delle risposte (in termini di insoddisfazione) è più basso rispetto alla media regionale, con il 58% dei cittadini che confida comunque una percezione di insicurezza. Tra le cause, il 27% dei cittadini indica la presenza nei quartieri di forme di microcriminalità giovanile, il 24% richiama episodi di scippi, furti e rapine.

Sul fronte dei servizi sanitari, non sono ancora disponibili i dati disaggregati sulla città di Bologna, ma dall'elaborazione in corso emerge che i risultati sono in linea con la media regionale. L'indagine ha chiesto ai cittadini, tra le altre cose, la spesa annuale per le visite in libera professione o in strutture private. In linea generale quasi tutte le persone coinvolte dall'indagine hanno fatto ricorso almeno una volta nell'ultimo anno a una visita in regime privato o comunque a pagamento.

Il 34% ha speso meno di 150 euro, il 36,3% tra i 150 e i 500 euro, il 16,5% tra i 500 e i 1000 euro, il 12% oltre i 1000 euro.
Poco soddisfacente il giudizio sui tempi di attesa, sia per mettersi in contatto col proprio medico curante che per effettuare una visita. A livello regionale il 44% degli intervistati attente tra gli 11 e i 20 minuti prima di parlare col proprio medico, il 34% oltre i 21 minuti.

Per quanto riguarda i tempi di attesa tra la prenotazione e l'effettiva visita: il 37% attende tra i 30 e i 60 giorni, il 25% tra i 60 e i 90 giorni, l'11% tra i 90 e i 120 giorni; il 9% oltre i 120 giorni. Solo il 16% dei cittadini attende meno di 30 giorni dalla prenotazione alla visita. In merito al servizio della raccolta dei rifiuti, il giudizio complessivo regionale è positivo ed è pari quasi al 91% (oltre il 40% sufficiente, oltre 34% buono e oltre 16% ottimo). Solo 8,35% degli intervistati fornisce una valutazione insufficiente. A Bologna il risultato è addirittura superiore, con il 95%. Il 57,05 % degli intervistati percepisce problemi di sicurezza stradale nelle proprie città. Tra le cause, il 15,8% indica un volume di traffico troppo elevato, insostenibile in alcune fasce orarie. I giudizi positivi sul trasporto pubblico sono il 66,73%, con punte del 72% a Bologna.
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