Articoli Società

Il saluto a Carlo Savigni, tra i ricordi degli amici e dei colleghi

Il saluto a Carlo Savigni, tra i ricordi degli amici e dei colleghi

Oggi pomeriggio cerimonia funebre a Terracielo


1 minuto di lettura

Il saluto di Daniele Soragni, tra le memorie storiche del bar Italia, così come quello di Beppe zagaglia, che condivise con lui l'arte della fotografia. 'Fotografavamo cose diverse, per un periodo abbiamo avuto anche uno studio insieme, ho una bellissima fotografia in cui io fotografavo lui che fotografa i Nomadi. Aldilà dei mille ricordi Carlo era comunque un amico e gli amici non vanno mai via, sono sempre con noi' - afferma. Sul maxischermo scorrono alcune sue immagini. Alcune. Lui amava fotografare, ma difficilmente veniva fotografato. Commovente l'estremo saluto delle figlie e della moglie. Ci sono persone conosciute e meno conosciute, che lo ricordano. Chi si spinge fino al microfono e chi no. Ognuno ha il proprio ricordo. Di fianco a quella bara chiara c'è anche Guido De Maria. 'Bonvi da lassù avrà già organizzato qualcosa' - afferma un amico. Dagli  amici di lunga data ai collaboratori di una stagione in radio, o meglio 'la radio', come alcuni hanno sottolineato, riconoscenti per avere imparato qualcosa da lui umanamente e professionalmente. Perché lui 'era sempre un anno avanti'. Poi Cristina (Chicca) Biciocchi, Daniela Moscatti, con lui pioniere e protagoniste dei primi vagiti della radio. Insieme agli amici di ogni età, Perché Carlo era per tutti 'il vecchio' (tale anche sul santino), ma in realtà era il più giovane di tutti. Nelle idee, nell'essere sempre avanti. Mentre nell'immagine proiettata sembra guardare tutti con un sorriso beffardo e sornione. Come se tutto fosse solo un grande ultimo scherzo.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.