'Gli incontri si prefiggono di aiutare quanti aspirano all'adozione ad avere maggiore consapevolezza di questa opportunita'- ha detto Elisabetta Gualmini, vicepresidente e assessore regionale al Welfare- L'obiettivo e' quello di avviare la coppia verso un processo di maturazione interno, orientato all'acquisizione di una competenza genitoriale specifica rivolta a un bambino proveniente da una condizione di abbandono e attenta ai suoi bisogni reali, alla sua storia personale, al rispetto della cultura del Paese da cui proviene. Adottare un bambino- ha aggiunto Gualmini- e' un'esperienza straordinaria, che rende ogni adulto migliore e ogni bambino finalmente figlio'. Il 70% dei bambini che, nel 2017, ha trovato una famiglia e' di provenienza straniera (209), 65 sono italiani e 25 quelli accolti in famiglia ma per i quali l'iter di adozione non si e' ancora concluso. Quasi quattro bambini su 10 tra quelli adottati nel 2017 ha meno di cinque anni, il 43% ha un'eta' compresa tra i sei e i 10 anni e il restante 18% ne ha piu' di 11.
Nel 2017 sono state 612 le domande inoltrate al Tribunale dei minori dell'Emilia-Romagna dalle famiglie intenzionate all'adozione, di cui 405 per adozioni nazionali e 207 per quelle internazionali (Dati Sistema regionale Sisam e Tribunale per i minorenni dell'Emilia-Romagna). Nel 2016 le domande erano state 577. I corsi (che saranno riproposti anche nel 2019) sono organizzati dalle equipe adozioni dei servizi socio-sanitari regionali, prevedono quattro incontri tematici e forniscono indicazioni sulle procedure da seguire per intraprendere il percorso dell'adozione, sui bisogni e sulle caratteristiche dei bambini adottabili, sulle peculiarita' dell'adozione nazionale e internazionale. Sono tenuti da assistenti sociali, psicologi, rappresentati degli Enti per le adozioni internazionali che operano in Emilia-Romagna. Oltre all'attivita' formativa iniziata nel 2017, uno dei primi provvedimenti assunti dalla Giunta e' stata la sottoscrizione di un nuovo Protocollo regionale in materia di adozione nato dal lavoro di coordinamento, confronto e condivisione promosso dalla Regione nell'ambito del tavolo tecnico regionale adozione e composto dai rappresentati degli Enti locali, Tribunale per i minorenni, Ufficio scolastico regionale, Enti autorizzati all'adozione internazionale, Associazioni di famiglie adottive.


