In terapia intensiva muore un paziente su tre, serve l'aiuto di tutti
In terapia intensiva muore un paziente su tre, serve l'aiuto di tutti
L'appello dei direttori degli Hub di Policlinico e Baggiovara, Girardis e Bertellini: 'Numeri in calo, ma gli assembramenti ci fanno temere un aumento'
L'appello dei direttori degli Hub di Policlinico e Baggiovara, Girardis e Bertellini: 'Numeri in calo, ma gli assembramenti ci fanno temere un aumento'
24 dicembre 2020 alle 01:30
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Numeri di ricoverati in calo ma ancora alti nei posti letto di terapia intensiva degli ospedali Policlinico e Civile Baggiovara, che da alcuni giorni possono contare sui 48 posti letto (30 al Policlinico e 18 a Baggiovara), del nuovo hub. Numeri che ora permettono di sgravare la situazione sulle strutture ospedaliere 'non covid', trasformate fino ad ora in Covid, anche se la situazione potrebbe peggiorare. A temerlo Massimo Gerardis ed Elisabetta Bertellini, direttori dei reparti di terapia intensiva rispettivamente di Policlinico e Ospedale civile di Baggiovara che a La Pressa sottolineano nuovamente l'importanza di comportamenti attenti e responsabili per prevenire il contagio. 'Comportamenti scorretti determinano aumento dei contagi e chi è fuori dall'ospedale deve sapere che ogni tre pazienti che entrano in terapia intensiva per Covid uno non ce la fa'. 'Tutto giorno lavoro qui dentro e quando la sera ho possibilità di guardare un po di notizie, vedo troppi assembramenti. Così temo che il numero di pazienti ricoverati non potrà che aumentare nuovamente' - sottolinea Girardis.
Nell'ultimo incontro del 9 dicembre scorso, quando vennero presentato i primi 17 dei 30 posti del nuovo hub Policlinico, Massimo Girardis si soffermò sia sulla carenza numerica di personale risultato positivo e in quarantena
sia sulla stanchezza del personale (praticamente al lavoro senza interruzione dal marzo scorso), sia sulla pressione emotiva conseguente agli effetti devastanti in termini di ricoverati e decessi, da gestire anche rispetto ai famigliari dei pazienti.
Su questi punti il professore conferma un rientro di diversi operatori, ma anche la carenza di personale con esperienza in un ambito così delicato. 'Abbiamo nuovi inserimenti di persone formate ma che non hanno ancora operato in un contesto tale e conseguentemente scarseggia il personale con esperienza e capace di una gestione di un ambito così complesso che va dalla gestione delle attrezzature alla relazione con i familiari dei pazienti'
Gi.Ga.
Redazione Pressa
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