Nel solo anno scolastico in corso, i quattro Comuni garantiscono servizi educativi dedicati a quasi seicento studenti con bisogni speciali. La spesa complessiva supera i 5,1 milioni di euro, coperti in larga parte dai bilanci comunali. A Sassuolo gli studenti sono passati dai 167 del 2022/2023 ai 238 del 2025/2026, con una previsione di 270 nel 2026/2027. Per sostenere questo aumento, il Comune ha destinato 2.030.671 euro nell’anno scolastico 2025/2026, incrementando di oltre 300.000 euro le risorse negli ultimi due anni.
Un andamento simile si registra a Formigine, dove gli alunni sono cresciuti da 128 a 171 nello stesso arco temporale, con una previsione di 180 studenti certificati per il 2026/2027. La spesa è salita da 1,145 milioni a 1,381 milioni di euro, destinata a raggiungere 1,518 milioni l’anno successivo. Anche il monte ore settimanale è aumentato, passando da 1.460 a 1.702 ore, con una previsione di 1.763 ore.
A Fiorano Modenese, nell’anno scolastico 2025/2026, sono 103 gli studenti che ricevono sostegno educativo, per un investimento di circa 900.000 euro che dovrebbe raggiungere il milione nel 2026/2027. A Maranello gli studenti sono cresciuti da 65 a 83, mentre le risorse destinate al servizio sono aumentate da 699.118 euro a 826.200 euro.
Sommando i dati dei quattro Comuni, il distretto registra 595 studenti con bisogni educativi speciali nel 2025/2026 e una spesa complessiva pari a 5.137.871 euro. L’aumento delle risorse rispetto agli anni precedenti supera i 760.000 euro, segno di un fabbisogno in costante crescita. Un quadro che si inserisce in una dinamica regionale più ampia: nell’ultimo anno i Comuni dell’Emilia-Romagna hanno destinato oltre 130 milioni di euro ai servizi educativi per l’inclusione scolastica.
I Sindaci sottolineano che l’inclusione scolastica è un diritto fondamentale e, come tale, deve poggiare su un sistema di risorse stabile e proporzionato ai bisogni. I Comuni continueranno a fare la loro parte, ma un diritto universale non può dipendere dalla capacità finanziaria del singolo territorio.
Secondo gli amministratori, l’aumento dei bisogni non può più essere affrontato con soluzioni temporanee o emergenziali. Serve programmazione, continuità e un modello capace di garantire qualità e uniformità dei servizi in ogni territorio. Investire sull’inclusione significa investire sul futuro delle comunità, sull’autonomia delle persone e su una scuola che non lasci indietro nessuno.




