Il padrone di casa, Ormes Corradini, ha sottolineato: «Con questa giornata viene ufficializzato nei fatti che il futuro della formazione passa dal lavorare insieme con le scuole secondarie superiori e con le università. Noi esistiamo per le aziende, che hanno fortissimo bisogno di personale, ma stiamo facendo un lavoro ottimo proprio perchè esiste un’università come l’UniMoRe che ha saputo venire incontro alle aziende per capire i loro bisogni e studiare percorsi per formare ragazze e ragazzi a tutti i livelli della fliera».
Tra gli interventi, particolarmente significativo quello del Sindaco di Modena, Massimo Mezzetti: «L’incrocio fra offerta e domanda di lavoro, attraverso la formazione che ITS Maker propone è molto proficua. Per noi poi c’è un motivo di orgoglio in più perchè ospiteremo quello che vorrei diventasse un vero e proprio campus, un investimento per riqualificare l’edificio della stazione piccola ma anche per riqualificare un’intera area e metterla a sistema in un progetto di alta formazione che incontra il mondo del lavoro. Modena avrà un grande polo formativo e una grande riqualificazione di un’area importante per tutta la città». Anche l’assessore regionale, Vincenzo Colla, ha sottolineato l’importanza di lavorare insieme tra ITS, scuole superiori e università, dicendo che 15 anni fa gli ITS sembravano clandestini, oggi sono al centro di un progetto importante e di una strategia complessiva. «È decisivo – ha chiosato Colla – non lasciare indietro nessuno studente e nessuna studentessa».
Tra gli altri interventi, quello motivazionale di Franco Bertoli, che proprio al PalaPanini ha vinto tantissimi trofei e che ha spronato i giovani a dare il meglio di loro stessi, e quello del Rettore di UniMoRe, Carlo Adolfo Porro, che ha messo al centro il rapporto tra istituzioni: «Questo percorso si inserisce in un trend nazionale estremamente produttivo, coordina le varie iniziative di studio dopo le scuole superiori che possono permettere di identificare il percorso più adatto alle caratteristiche di ogni studente.
Per finire due testimonianze di ex allievi, a partire da Chiara Valli: «Dire che una ragazza non può fare un ITS meccanico è un pregiudizio, ho semplicemente seguito la mia strada e sono assolutamente soddisfatta del percorso che ho intrapreso. Alle ragazze come me dico di seguire le vostre passioni». Giovanni Vignudelli è passato dall’università all’ITS e ha commenta: «È stata una scelta corretta, questa opportunità è molto positiva e oggi ci sono tantissimi corsi che possono soddisfare molteplici esigenze formative».


