Il Comitato promotore è composto dagli avvocati Simone Bonfante, Tatiana Boni, Giuseppe Bove, Danaida Delaj, Giovanni Maestri, Fulvio Orlando, Giorgio Pighi, Vincenza Rando,
Barbara Righini, Marzia Carla Sannicola, Mauro Sentimenti, Francesco Silipo, Marisa Stura, Pedro Verzani, Giovanna Vignocchi e Cosimo Zaccaria.
Da Pighi a Rando, da Delaj a Bonfante, quest'ultimo coordinatore della sezione di Modena, accumunati anche dalla militanza, recente e meno, nelle file del Partito Democratico con incarichi elettivi ed operativi.
La Camera Forense muove da un’idea precisa del ruolo dell’avvocatura nel sistema della giustizia: un’avvocatura autonoma e indipendente, capace di esercitare pienamente la propria
funzione anche attraverso un dialogo franco e un confronto costruttivo con la magistratura e con tutte le altre componenti, istituzionali e non, del sistema giustizia. Un confronto nel quale
la diversità dei ruoli e delle prospettive costituisce una ricchezza e nel quale anche la critica, quando necessaria, rappresenta uno strumento di crescita e non di contrapposizione.
Il richiamo alla Costituzione vuole rappresentare proprio il terreno comune sul quale questo confronto può e deve svilupparsi: non l’appartenenza a uno schieramento, ma la condivisione
dei principi costituzionali, della tutela dei diritti e delle garanzie, dell’indipendenza della magistratura e dell’avvocatura e della centralità del giusto processo. La sezione modenese nasce inoltre con una vocazione aperta e trasversale. La Camera Forense per la Costituzione non è un’associazione di soli penalisti, né intende esaurire il proprio orizzonte all’interno dell’avvocatura: si rivolge agli avvocati di ogni settore del Foro e vuole aprirsi al contributo dei docenti universitari, degli studiosi e, più in generale, di quanti siano interessati ai temi della giurisdizione e della cultura costituzionale. L’obiettivo è creare anche a Modena un luogo di riflessione e di confronto, capace di contribuire al dibattito sui problemi della giustizia e sulla tutela effettiva dei diritti, nella convinzione che dal dialogo tra sensibilità ed esperienze diverse possano nascere proposte utili e una più solida cultura della giurisdizione.



