Introduce Aurora Ferrari della segreteria Cgil e a seguite gli interventi di Giuseppe Molinari presidente Camera di Commercio e Silvia Borelli docente di Diritto del Lavoro presso l'Università degli Studi di Ferrara.
Dopo gli interventi, sarà poi la volta della tavola rotonda moderata dalla giornalista Anna Ferri (Arci Modena) con Maria Cecilia Guerra (deputata PD), Isabella Pavolucci (segreteria regionale Cgil ER), Giovanni Paglia (assessore regionale al lavoro) e Francesco Stagi (Direttore generale CNA Modena). Conclude i lavori il segretario della Cgil di Modena Alessandro De Nicola.
La Cgil parte dall'esame dei dati CNEL-ISTAT che ci dicono che in Italia il tasso di occupazione femminile è ancora inferiore alla media UE. Il gap di genere nel tasso di occupazione è quasi il doppio della media UE:17,4 punti contro 9,1 punti.
In provincia di Modena la recente indagine di Federconsumatori Caaf Cgil, sulla base dei dati ricavati dalle dichiarazioni 2025 riferite ai redditi 2024 presentate presso il Caaf Cgil di Modena, ha ulteriormente evidenziato l'aumento del divario tra i redditi da lavoro di uomini e donne. Se nel 2016 il differenziale era di 5.188 euro, oggi la differenza è salita a 6.657 euro, una differenza media del 28% trasversale a tutti i settori lavorativi e generazionali. Le donne inoltre hanno rapporti di lavoro più precari degli uomini e ben il 30% delle donne presenta dichiarazioni di reddito inferiori a 10.000 euro annui.
I dati ARTER 2025 elaborati sui dati forniti da INPS evidenziano che il tasso di occupazione maschile tra i 20 e i 64 anni ha superato i livelli pre pandemia mentre l'analogo tasso di occupazione femminile è al di sotto dei livelli pre pandemia. Le donne sono quelle che hanno carriere lavorative più frammentate e discontinue (con contratti part-time volontari ed involontari ecc...), elementi che hanno ripercussioni non solo sulle possibilità di crescita nel percorso professionale e sui redditi da lavoro, ma anche sulla successiva situazione pensionistica.
'C'è dunque una sedimentazione di disuguaglianze consolidata nel tempo, che necessiterebbe di azioni strutturali in materia di sostegno all'occupazione e all'imprenditoria femminile, alla carriera e alla formazione delle donne, alla conciliazione fra
'E' necessaria anche una trasformazione che superi anche gli stereotipi di genere di tipo culturale che hanno radici profonde e che partono dalla discriminazione anche nei percorsi di istruzione.
Intorno a questi e altri argomenti, a partire dagli stereotitpi di genere che relegano le donne nelle cosiddette 'professioni femminili' o impediscono di sfondare il cosiddetto 'Tetto di Cristallo', ruoterà la discussione del 28 settembre per provare ad avanzare proposte nella contrattazione aziendale/nazionale al fine di riequilibrare le asimmetrie organizzative, retributive e pensionistiche'.



