Articoli Società

La giornata del ricordo degli esuli: 'A Modena esclusi come fascisti'

La giornata del ricordo degli esuli: 'A Modena esclusi come fascisti'
La giornata del ricordo degli esuli: 'A Modena esclusi come fascisti'

Alfredo Dapinguente, esule istriano: 'Eravamo italiani, ma anche i bambini erano esclusi e disprezzati. Per i comunisti era inconcepibile fuggissimo dal loro paradiso terrestre'

Alfredo Dapinguente, esule istriano: 'Eravamo italiani, ma anche i bambini erano esclusi e disprezzati. Per i comunisti era inconcepibile fuggissimo dal loro paradiso terrestre'


2 minuti di lettura

Sono tante le storie di esuli istriani, arrivati in quella che consideravano e considerarono sempre la loro patria, l'Italia, ma dalla quale si sentirono respinti, esclusi. Come persone, come bambini. A Modena ne arrivarono e ne rimasero tanti. Dopo essere passati per il dramma dei campi profughi. Per caso, per amore, per cercare fortuna. Anche a Modena, dove la comunità degli esuli ha contribuito negli anni, pur nascondendo una storia scomoda per le terre rosse, alla crescita e allo sviluppo sociale della nostra comunità. Ma in silenzio, custodi di una sofferenza che è dignità che solo negli ultimi anni si è potuta esprimere. Nei racconti, nelle storie, nelle testimonianze che assomigliano a quelle che si ascoltano e che fanno riflettere nel il giorno della memoria.  E non solo. Perché per quelle popolazioni, per quelle migliaia di famiglie sventrate, dilaniate dall'odio, divise dall'ideologia, e sterminate senza pietà, quello delle foibe e della fuga verso l'Italia fu un vero olocausto. In questi giorni in cui Modena, dopo anni, decenni, di imbarazzante silenzio rotto solo a partire dal 2004, fa di nuovo i conti e riesce, anche a livello istituzionale, a guardare in faccia a quella storia offuscata se non cancellata da quel negazionismo ancora oggi presente e che anche oggi il Presidente Mattarella ha condannato, abbiamo ascoltato e riascoltato tante storie.

Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Testimonianze. Ricordi. Ne abbiamo scelte due. Una è quella di Alfredo Dapinguente, esule istriano, arrivato a Modena all'età di dieci anni. Oggi, insieme al piacere per l'onore tributato ufficialmente alle vittime delle foibe e alle sofferenze del popolo istriano, emergono dolori legati al trattamento che la sua famiglia subì. A Modena.  

'Anche noi bambini eravamo esclusi dagli altri bambini, dalle loro famiglie. Da tutto. I rossi ci disprezzavano perché per loro era inconcepibile fuggissimo da quello che per loro era il paradiso terrestre. Noi fuggivamo per avere la libertà e loro ci trattavano come fascisti'. Con dignità Alfredo e la sua famiglia cercarono e trovarono costruirono qui la loro vita. Onestamente. A fatica. Con dignità. Creando dal nulla un'azienda che tutti noi, nella nostra storia, abbiamo conosciuto. Da automobilisti ancora senza navigatori e da studenti. Perchè Dapinguente firmò migliaia ci cartine geografiche e stradali. 'Credo di avere dato tanto a questa città, con la mia azienda, con l'onestà che ha contraddistinto la comunità istriana. Oggi queste celebrazioni fanno piacere ma non posso dimenticare le cose subite all'età di dieci anni. Avevo solo dieci anni.
Troppe cattiverie, troppe malignità. Purtroppo i miei genitori che da anni sono sepolti a San Cataldo, hanno dovuto per anni vivere esclusi, in silenzio, e nascondendo la propria storia, senza potere conoscere quel riconoscimento che solo ora, anche se la strada è ancora lunga per una conoscenza di quei fatti, è iniziato ad arrivare'. 

Gi.Ga. 

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.