'Dopo le richieste delle scorse settimane le catene della grande distribuzione stanno predisponendo strumenti e condizioni di sicurezza per il personale che lavora nei supermercati e negli ipermercati, ma siamo comunque in ritardo. Fino ad ora chi voleva indossare la mascherina poteva farlo, ma procurarsela autonomanente e a spese proprie. Solo in queste ore, e dopo le nostre richieste, stanno per essere installate in diversi punti vendita le barriere di plexiglass alle casse, per proteggere ulteriormente operatori e clienti. Dispositivi che servono, insieme al rispetto delle distanze di sicurezza tra i clienti e gli operatori, a proteggere tutti. E questo è un concetto che deve essere chiaro. La sicurezza di chi lavora è la sicurezza di tutti. Per questo facciamo appello alle grandi catene distributrici affinché pongano in essere, anche se non obbligatorie da decreto o dall'ispettorato del lavoro o dall'Ausl, tutte le misure possibili per la sicurezza, così come facciamo appello alla responsabilità e ad una sempre maggiore consapevolezza dei cittadini, affinché rispettino le misure adottate e soprattutto a non considerare il supermercato, soprattutto quando è iper, come luogo in cui intrattenersi e di aggregazione'
Sono le parole di Laura Petrillo, segretaria generale Filcams/CGIL di Modena.
Con Laura Petrillo abbiamo fatto il punto sul lavoro nelle strutture di vendita medio-grandi della provincia di Modena (nelle prossime ore raccoglieremo e pubblicheremo le testimonianze di lavoratori in grandi strutture di vendita di Modena e provincia), che dopo la chiusura, per decreto, di bar e ristoranti e punti di ristoro, diventano di fatto gli unici punti di riferimento per la spesa. Un elemento che aumenta i rischi e le difficoltà. Da un lato in termini di assembramento per l'approvvigionamento delle merci, assolutamente da evitare visto che i rifornimenti sono garantiti con continuità, e dall'altro legati al fatto che i supermercati siano considerati ed utilizzati come luoghi in cui, unendo le esigenze di fare la spesa, fare anche una passeggiata ed intrattenersi.
'Su questo fronte il rischio - sottolinea Laura Petrillo - è ancora più evidente e assolutamente da scongiurare, nello specifico degli ipermercati dei centri commerciali nel fine settimana. Il decreto impone la chiusura dei punti vendita non alimentari, ma non chiarisce cosa devono fare gli ipermercati che, all'interno di centri commerciali dove le gallerie sono chiuse, possono rimanere aperti pur vendendo anche merce non alimentare. Non mi risulta che anche domenica scorsa fossero messe delle transenne per impedire l'acquisto di generi non alimentari. Ma il problema oltre a questo è duplice. Da un lato si rischia di operare una concorrenza sleale nei confronti dei negozi delle gallerie obbligati alla chiusura. Non è giusto che io possa acquistare dentro un ipermercato un telefonino che un negozio della galleria non può vendermi perché chiuso. Dall'altro questo produrrebbe l'effetto che con il decreto si intende scongiurare, ovvero quello dell'assembramento.
Da qui un appello alle istituzioni affinché sia chiarito questo aspetto perché senza dispositivi specifici su questo punto nel fine settimana si potrebbero registrare molti problemi'
Gianni Galeotti


