'Le dichiarazioni del primo ministro Mario Draghi sono una vittoria parziale ma importante per genitori, insegnanti e studenti perché dovrebbero riportare a scuola migliaia di bambini delle scuole primarie e della prima media. Eppure si tratta anche dell’ennesimo duro colpo al diritto all’Istruzione per i ragazzi dalla seconda media in avanti.
Costringere ancora a casa gli adolescenti italiani è una scelta grave e del tutto arbitraria: una soglia che spezza un ciclo delicato come quello della scuola media, annullando almeno 2 anni su 3 per chi la frequenta; una soglia che continua a penalizzare la fascia d'età 14-18, applicando in modo ipocrita e grottesco un presunto principio di precauzione' - afferma Manuela Ciambellini, referente modenese del Comitato
'Gli adolescenti italiani sono chiusi in casa da un anno, privati del diritto allo studio, della socialità, della possibilità di muoversi e fare sport, ovvero di molto di quanto è necessario per una crescita psicofisica equilibrata.
Riaprire solo le scuole per i più piccoli non fa altro che confermare che per lo Stato la scuola è un parcheggio, ma non per noi. Per questo motivo le proteste di Priorità alla Scuola non si fermano'


