Parole a testimonianza di una preoccupazione che lo stesso procuratore esprime dall'inizio alla fine del suo intervento di una ventina di minuti. Parole che - dice - 'pongono interrogativi politici e morali'. Oltre che preoccupazioni legate al fatto che è riduttivo parlare di emergenza criminale nel sistema degli appalti in quanto la criminalità organizzata e le infiltrazioni mafiose fanno parte del sistema. 'Il crimine organizzato è una componente strutturale non soltanto del tessuto economico. Parliamo di autentiche costellazioni di imprese legate ad organizzazioni mafiose che producono servizi e agiscono per esempio con il meccanismo delle false fatturazioni e delle frodi fiscali. Un sistema abbastanza decifrato che determina un impatto e un condizionamento criminale anche nei confronti di comportamenti di imprese che mafiose non sono ma che ricorrono ai servizi illegali delle imprese mafiose. Di fronte a questo ci stiamo muovendo in varie direzioni. Stiamo collaborando con diverse soggetti per l'elaborazione di specifiche tecniche mirate ai finanziamenti PNRR, per esempio per la generazione di segnalazioni di operazioni finanziarie sospette, e così stiamo lavorando insieme al procuratore europeo perché perchè una partita di questo genere si svolge sotto gli occhi dell'Unione Europea e di organi giurisdizionali di carattere europeo, e da questo punto di vista assistiamo a profonde trasformazioni della macchina giudiziaria'. Profonde trasformazioni che il procuratore Melillo non vede, o vede insufficienti, nel sistema giudiziario italiano. 'Una debolezza che va evidenziata con grande forza - dice - una debolezza non soltanto in termini di risorse e di ritardi ma è anche una debolezza in termini di mancata modernità dell'organizzazione giudiziario. Credo che nessun tribunale, nessun ufficio, nessuna Corte, stia considerando ad esempio come priorità la sfida derivante da procedimenti legati al PNRR. E se la giustizia amministrativa è un po' più avanti, la giustizia ordinaria è molto indietro.
'A destare molta preoccupazione . prosegue il procuratore nazionale - è il sistema dei controlli preventiva e in generale il sistema dei controlli pubblici. Da questo punto di vista la situazione estremamente allarmante. Il sistema di controlli ha una sua consistenza e una sua storia consoldata essenzialmente nella materia degli appalti di concessione di opere e servizi pubblici. Occorre però ricorare che stiamo parlando un sesto delle risorse del PNRR. Le altre decine di miliardi sono destinati ai progetti della transizione ecologica o della digitalizzazione che destinate a svolgersi in settori dove i controlli preventivi sono sono deboli o inesistenti'. E in questo campo anche le proposte di modifica sembrano scontrarsi con una realtà impantanata e senza sbocchi. Il procuratore fa l'esempio dei conti dedicati per aziende titolari degli appalti. 'Una possibilità ancora teorica. Il sistema bancario non coopera e nemmeno le imprese lo fanno.
Altro elemento di grande preoccupazione evidenziato dal procuratore è quello rappresentato dalla 'polverizzazione delle stazioni appaltanti e dall'osservatorio della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo il dato assume un particolare significato perché in alcuni contesti territoriali il condizionamento mafioso è talmente evidente da determinare uno scioglimento di organi elettivi amministrativi'. Il Procuratore, anche su domanda specifica, non fa riferimento ad alcun comune specifico ma ribadisce che il problema c'è e dovrebbe rappresentare una priorità. Insieme ad altre a livello di pubblica amministrazione locale. 'Pensiamo che sull'Amministrazione graverebbe l'obbligo di procedere alle segnalazioni finanziarie sospette, a a tutt'oggi mancano indicazioni precise su come orientare questa responsabilità della pubblica amministrazione. Un intervento del MEF in questo senso non sarebbe soltanto necessario ma assolutamente urgente' - propone il Procuratore.
Deficit nel sistema dei controlli che si registra nel settore delle grandi opere pubbliche: 'In Italia abbiamo un organismo specifico, Comitato di Coordinamento per l’Alta Sorveglianza delle Infrastrutture e degli Insediamenti Prioritari (CCASIIP), al quale partecipa anche il mio ufficio con due magistrati e che ha elaborato uno strumento molto più sosfisticato rispetto ai vari protocolli stipulati a livello locale che sembrano rispondere più operazioni di cosmesi che di reale efficacia preventiva. La proposta è di estendere a tutte le opere infrastrutturali strategiche le attività del Comitato, ma anche in questo caso di tratta di una proposta senza risposta'.
Gi.Ga.


