Le immagini, segnalate da un cittadino e da noi verificate sul posto parlano da sole: operai intenti al montaggio di una gru a circa 25-30 metri d’altezza, apparentemente privi di buona parte dei Dispositivi di Protezione Individuale presumibilmente previste per un contesto simile. Nessun casco a proteggerli da eventuali cadute di oggetti, nonostante sopra di loro ondeggino da una gru pesanti catene libere e ganci per il posizionamento di parti della gru o dei blocchi di cemento da diverse tonnellate usate per contrappeso. Abbigliamento da lavoro ridotto a t-shirt e pantaloncini corti, con braccia e gambe scoperte, e assenza di caschetto, nonostante, come detto, la presenza di carichi sospesi movimentati dalla gru che oscillano sopra o a pochi metri dalle loro teste. Per tutta la durata del posizionamento dei blocchi di cemento. L’imbragatura, così come la presenza di scarpe infortunistiche, sembrano essere presenti. Insieme ai guanti, visto che gli addetti movimentano anche i grossi cavi di acciaio tiranti della struttura. Stesso abbigliamento che appare più da spiaggia o passeggio che da cantiere edile, con pantaloncini e T-Shirt, anche per chi, da sotto, prepara i carichi da sollevare con la gru con braccio da decine di metri.
Il cantiere in questione, destinato alla realizzazione di due palazzine ad edilizia residenziale sociale in un comparto ex industriale della città, è finanziato anche con soldi pubblici. Un aspetto che oltre che particolare rende l’episodio ancora più preoccupante e paradossale: quando è la mano pubblica a finanziare e supervisionare i lavori, la responsabilità in tema di sicurezza non dovrebbe essere solo un obbligo legale, ma un dovere morale e civico. Anche alla luce dei numerosi, ripetuti e condivisibili appelli lanciati dal palco del primo maggio da forze sindacali e istituzionali.
È quantomeno curioso, e lasciamo agli organi competenti valutare quanto eventualmente difforme dalle regole, vedere ancora operai senza casco a lavorare con carichi sospesi sopra la testa, con braccia e gambe scoperte, a loro volta a 25 e più metri di altezza, in un settore, quello edile, che continua a registrare un alto numero di infortuni gravi e mortali.
Gi.Ga.

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