La titolare è una 53enne originaria del Ghana la cui licenza d’esercizio era stata sospesa una prima volta nel dicembre del 2022 per sette giorni, poi una seconda volta nel gennaio di quest’anno per 14. Con il secondo provvedimento, inoltre, era stata anche sanzionata l’inottemperanza al primo, visto che la Polizia locale aveva accertato una riapertura anticipata del locale, giustificata dalla titolare con un errato conteggio dei giorni di sospensione. Per la titolare è scattata anche la denuncia all’autorità giudiziaria.
Entrambi i provvedimenti della Questura avevano come presupposto controlli di polizia che avevano accertato “la costante frequentazione, anche a fini di ritrovo e quale punto di riferimento, dell’esercizio pubblico da parte di persone pregiudicate/o pericolose per l'ordine e la sicurezza pubblica, in particolare per reati contro la persona e il patrimonio e per stupefacenti: questi ultimi secondo quanto si evince, avrebbero trovato, all'interno del locale, stabile rifugio e posto di riunione ed attrattiva, protratto e costante”.
Con la chiusura del locale si è voluto così evitare il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale che, anche per la collocazione, era ritenuta tale da mettere a repentaglio l’ordine, la sicurezza e la tranquillità pubblica.



