Oggi la conferma che forse alcuni dubbi sulla qualità di quelle mascherine potessero essere fondati, è arrivata. Prima da Star Romagna, la locale azienda del trasporto pubblico che richiamando l'indagine ed i sequestri della Guardia di Finanza di Gorizia su un giro da 60 milioni di mascherine provenienti dalla Cina e distribuite dall'azienda romagnola, così come anche da altre aziende, ha comunicato che tra quei milioni c'erano probabilmente anche quelle distribuite al personale Star. Da qui l'ordine di non utilizzarle e di consegnarle.
La notizia della disposizione in Romagna arriva praticamente in tempo reale anche a Modena e, come detto, non stupisce numerosi autisti che già avevano avanzato perplessità nei giorni scorsi. Ma la strategia e la comunicazione di Seta, in questo caso, è più soft rispetto a quella dei cugini romagnoli. In un avviso interno la società di Strada S.Anna indica semplicemente di sostituire le mascherine vecchie con mascherine nuove FFP3 e delle verifiche in corso.
Che anche Modena sia stata interessata dalla fornitura di mascherine non regolarmente certificate è a questo punto più che probabile, e la diffusione potrebbe avere interessato diversi enti pubblici, dato anche l'enorme numero di pezzi prodotti e distribuiti sul territorio nazionale e regionale. Rimane il dubbio, per molti operatori pubblici, di avere lavorato per mesi, a contatto con centinaia di persone al giorno, in condizioni di potenziale e maggiore rischio, con strumenti di protezione non idonei. Che in un ente ed in un servizio pubblico colpisce ancora di più.
Gi.Ga.


