La Guardia di Finanza di Modena ha disposto un sequestro preventivo superiore agli otto milioni di euro nei confronti di 12 persone e 9 società, nell’ambito di un’inchiesta su una presunta organizzazione criminale specializzata in frodi fiscali nel settore della lavorazione delle carni. Per i due principali indagati è scattata anche una misura interdittiva che impedisce loro di assumere incarichi direttivi in aziende o enti giuridici.
Secondo la Procura modenese, l’organizzazione avrebbe creato una società considerata una sorta di “hub”, operativa in stabilimenti tra le province di Modena e Parma. Attorno a questa, sarebbero state costituite otto “società cartiere” con sede tra Modena, Parma, Napoli e Caserta. Queste società avrebbero fornito manodopera tramite appalti fittizi, accollandosi formalmente oneri fiscali e contributivi che però non sarebbero mai stati versati. La società “hub”, a sua volta, avrebbe portato in detrazione l’Iva relativa alle fatture false emesse dalle cartiere.
Le indagini avrebbero inoltre rivelato che la società emiliana avrebbe impiegato circa 1,6 milioni di euro ottenuti tramite finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia per le Pmi — erogati grazie ai decreti Covid — per pagare le stesse fatture inesistenti, configurando così il reato di malversazione ai danni dello Stato.
Il sequestro ha riguardato finora disponibilità finanziarie per circa 100.000 euro, un immobile a Sassuolo, quote societarie e tre autovetture, per un valore complessivo di circa un milione di euro.
L’inchiesta del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Modena era partita da segnalazioni antiriciclaggio relative a operazioni considerate sospette.
Foto archivio non collegata ai fattii descritti

