Proprio in Clinica Medica, sotto la guida del professor Coppo e del dottor Luca Loiodice, Rigo mosse i primi passi in questa disciplina, allora pioneristica, vista con diffidenza e talora avversata, come una tecnica pericolosa e sperimentale. Grazie al lavoro del dottor Rigo e della sua equipe, l’Endoscopia ha fatto passi da gigante parallelamente allo sviluppo tecnologico che ottiche fisse è approdato alla fibra ottica.
Nel 1972 Rigo e i suoi collaboratori pubblicarono su Minerva Medica uno studio sulle cause del sanguinamento causato dai punti di sutura trans-murali sull’anastomosi, grazie proprio alle indagini endoscopiche. Interessante anche l’articolo del 1973 sulla Gazzetta Sanitaria nel quale l’equipe modenese descrisse l’utilizzo di una pinza tranciante per eliminare i punti di sutura nel gastroresecato, costruita in collaborazione col signor Migliasso, tecnico della ditta Lorenzatto, importatrice degli strumenti Olympus. Nel 1979, Rigo pubblicò un’importante esperienza su “L’infiltrazione perendoscopica di bleomicina nelle neoplasie inoperabili dell’esofago”, dimostrando l’efficacia del trattamento in loco con antiblastici. In 5 anni erano stati trattati 22 pazienti con risultati soddisfacenti e, in alcuni pazienti, eccellenti, per quanto riguardava la qualità della vita: riduzione del dolore e ripresa parziale o totale dell’alimentazione, anche se per periodi limitati.
Il dottor Rigo è stato tra i padri dell’Endoscopia digestiva e con la sua equipe ha contribuito allo sviluppo del Policlinico di Modena e quindi dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena tra gli anni Settanta e l’inizio del nuovo Millennio.



