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Nel 2014 falla simile, ma allora si evitò il disastro, domenica no

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La conferma documentale di quanto anticipato da La Pressa il giorno della rottura dell'argine del Panaro, conferma la debolezza prevedibile di quel tratto


Nel 2014 falla simile, ma allora si evitò il disastro, domenica no

Massimo Neviani, studioso dell'andamento delle piene dei fiumi modenesi e componente del comitato Salute ed Ambiente di Campogalliano, lo ricordò domenica mattina, durante la rottura dell'argine del Panaro, a Bagazzano, nel corso della diretta video de La Pressa dal punto del collasso dell'argine: 'Il 19 gennaio del 2014, nello stesso giorno in cui collassò l'argine del fiume Secchia che provocò l'alluvione a Bastiglia e Bomporto, qui, sull'argine di questo stesso tratto del fiume Panaro, una falla simile a quella che oggi ha fatto collassare l'argine provocando l'alluvione a Nonantola, venne bloccata in extremis, grazie all'intervento di un ruspista del luogo che, rischiando la propria vita, portò grandi quantità di terra per ricompattare l'argine, evitando il disastro'.

Racconto confermato dalla ricerca documentale che nella corposa relazione tecnica di circa 100 pagine redatta e messa a disposizione delle istituzioni politiche nel febbraio del 2014, un mese dopo l'alluvione, sulle possibili cause del cedimento dell'argine del Secchia. La relazione sulla rottura del Secchia, dedicò un paragrafo di due pagine, con tanto di materiale fotografico, sulla falla creata nel tratto del Panaro a Bagazzano, a distanza di alcune decine di metri dal tratto collassato domenica.

Una falla creata dalla tana di un istrice, venne accertato. Un problema già noto per la zona e oggetto di numerosi monitoraggi e di interventi anche nei giorni precedenti la rottura del 2014, oltre che nei momenti stessi della rottura. Segno che quell'argine, proprio per quei problemi, era stato ed era (nel 2014) monitorato, al punto da garantire un allarme pressoché immediato ed un celere intervento risolutore. Cosa che non pare essere successa domenica. Dalle testimonianze e dai rilievi è emerso che al collasso dell'argine, avvenuto intorno alle 6,30 della mattina, sono passate ore prima dell'allarme. Almeno 8 prima dell'avvio dei primi interventi. La diretta de La Pressa dalle ore 11,30 alle ore 12 lo confermò, documentando la salita della prima ruspa sull'argine in direzione della falla intorno alle 12,15. Passarono altre due ore prima dell'inizio del deposito dei massi utili per frenare e poi chiudere la falla. Ore in cui il fiume ha continuato a scaricare milioni di metri cubi di acqua nelle campagne e da lì verso Nonantola

Insomma, monitoraggi, controlli ed allarmi che nonostante la consapevolezza della pericolosità di quel tratto di argine, domenica non ci sarebbero stati. E comunque, anche quando ci sono stati, nemmeno lontanamente paragonabili a quelli del 2014 che consentirono di individuare e arginare la falla prima che generasse una seconda tragedia, dopo quella già devastante derivante dalla rottura dell'argine del Secchia. A conferma di ciò la relazione parlò chiaro su quanto successe

'Nel pomeriggio del giorno 19-­01-2014 è stato documentato un evento di collasso dell’argine destro del fiume Panaro, presso Via Tronco. Tale collasso è stato riparato grazie al tempestivo intervento di un gruppo di tecnici e volontari che comprendono parte del Gruppo Comunale di Protezione Civile del
Comune di Castelfranco Emilia diretto dal Sindaco in Carica, alcuni Tecnici di AIPO, e la Cooperativa
Edilterrazzieri di Modena con mezzi meccanici e uomini. Tra questi il Signor Daniele Carretti, che è
anche Coadiutore alla Polizia Provinciale – Ufficio Faunistico – e il Signor Giovanni Molinari. Tale tratto di argine era monitorato con particolare attenzione in quanto era stato interessato da tane di animali selvatici quali, in particolare, l’istrice, che erano state osservate e chiuse in passato. Il collasso
ha prodotto un ribassamento locale della sommità di circa 3 m. Il terreno collassato sarebbe stato
interessato da fenomeni di filtrazione ed erosione se non fosse stato tempestivamente compattato
utilizzando una ruspa intervenuta sul posto'

Di fatto, uno scenario di rischio e di intervento chiaro e documentato che se ripetuto, anche se con i se non si fa la storia, avrebbe potuto evitare o almeno, forse limitare, in caso di più celere intervento, il disastro che invece, purtroppo, abbiamo nuovamente dovuto documentare in questi giorni'

Gi.Ga.

 



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