Un risultato pessimo che dimostra ancora una volta la scarsissima attenzione verso le problematica di sicurezza di questo territorio, ma che soprattutto non lascia presagire nulla di buono per il futuro prossimo.
Questo anche alla luce dei pensionamenti che ci sono stati e che in particolare ci saranno nei prossimi anni, sia per limiti di età che a domanda'. Alla Vigilia dell'arrivo in città, venerdì 20 maggio, del Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia torna sul punto dolente, sicuramente per Modena, degli organici della Polizia di Stato
'A partire dal 2014 abbiamo perso per quiescenza molti validi colleghi, ma se in alcune annate come il 2014 sono andati in pensione solo 5 poliziotti, abbiamo purtroppo anche annate come il 2016 quando i cessati dal servizio sono stati ben 17. Nel dettaglio questa è la ripartizione: anno 2014 = 5 pensionamenti, 2015 = 12, 2016 = 17, 2017 = 8, 2018 = 10, 2019 = 9, 2020 = 11.- specifica la segreteria del Siulp
'Per i soli primi sei mesi del 2021 sono già 9 i pensionamenti e non sappiamo quanti saranno complessivamente fino al 31 dicembre di quest’anno.
Complessivamente, dal 01.01.2014 al 30.06.2021 la Polizia di Stato della provincia di Modena ha perso, per pensionamento, ben 81 operatori: mediamente sono quasi 12 operatori all’anno, suddivisi ovviamente tra vari ruoli e qualifiche.
Peraltro, la stragrande maggioranza di questi 81 operatori, cioè nr. 70, rivestivano la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, precisamente 31 appartenevano al ruolo degli ispettori e nr. 27 al ruolo dei sovrintendenti.
Ciò significa aver perso preziose risorse di poliziotti che svolgevano le funzioni di polizia più qualificate, ovvero numerosi capufficio o capo settore.
Sostanzialmente, oltre a subire un decremento complessivo dell’organico, si è creato un vuoto nei ruoli apicali degli ufficiali di polizia giudiziaria e si è perso un prezioso patrimonio di esperienza e professionalità.
Le problematiche di sicurezza, che spaziano dal controllo del territorio, passando per le investigazioni, senza tralasciare ordine pubblico, immigrazione e infiltrazioni mafiose, sono state più volete esaminate e denunciate non solo da questa O.S., ma anche dalle istituzioni locali, nonché dalle associazioni che rappresentano il mondo produttivo, industriale e commerciale di questa provincia.
Tutti appelli rimasti inascoltati come i fatti dimostrano.


