'Il governo di prima non mi ha ascoltato, speriamo che questo ci ascolti. Ho scritto al ministro Lamorgese, anche se con l'aria che tira....bah'. Il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli si mostra perplesso sulla possibilità che dopo anni di appelli ripetuti, da più fronti politici, di elevare la questura di Modena in fascia A (ovvero ad un livello ritenuto più adeguato a rispondere alle esigenze di sicurezza via via aumentate in un territorio ed in un realtà socio economica che mostra non solo nei dati del crimine, quelle complessità tipiche di aree metropolitane e non di provincia come Modena era identificata nell'89), il governo, questo governo, possa accogliere favorevolmente la richiesta. Anche perchè ciò significherebbe investimenti, e tanti, visto che si tratterebbe di un adeguamento strutturale importante. Ma tentare non nuoce, anche perché politicamente rende sempre. Ed è così che in risposta alla interrogazione dei consiglieri Venturelli e Carpentieri del PD il sindaco rilancia la proposta: 'Ho scritto alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese per sollecitare un riscontro urgente sugli organici delle forze dell’ordine e il passaggio di fascia per la questura di Modena cosa che è evidente, richiede risorse e volontà politica che nel precedente Governo sono totalmente mancate”.
L’istanza,
evidenziando un aumento della criminalità in tutta la provincia e la complessiva carenza di organici delle forze dell’ordine a livello locale; chiedeva al sindaco “la reale situazione degli organici nel modenese; se il Comune intende continuare ad intervenire con il Ministero dell’Interno per richiedere un aumento degli organici e l’elevazione di fascia della Questura di Modena; quali le azioni intraprese dall’Amministrazione in maniera complementare a quelle di competenza dello Stato per implementare le sicurezze urbane”.Dopo aver riassunto l’andamento dei reati sul territorio, il sindaco ha ricordato che gli organici della Questura di Modena sono ancora allineati alle 350 unità previste in base a un decreto ministeriale che risale all’89, “ma in trent’anni il territorio provinciale è profondamente cambiato e quell’organico (a cui per altro mancano 12 unità, secondo i sindacati e quest’estate non sono nemmeno arrivate le tradizionali unità di rinforzo) non può soddisfare le esigenze di un territorio provinciale con oltre 700 mila abitanti e le esigenze di cittadini e imprese; le criticità aumentano se si considera che sul personale della Questura si concentra anche la mole di lavoro necessaria al rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno e alla pratiche per i richiedenti asilo”.
I dati forniti


