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Orti in tangenziale, in pochi li vogliono, il bando per averli si riapre

Orti in tangenziale, in pochi li vogliono, il bando per averli si riapre

L'avviso pubblico, scaduto il 15 marzo, ha raccolto poche domande per la gestione degli spazi. Nuovo avviso scadenza il 31 maggio


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Quello spazio, compreso tra i due estremi nord di viale del Mercato e viale Gramsci, con tante piccole aiuole da coltivare, a circa sei mesi dalla fugace inaugurazione (giusto il tempo e l'opportunità di una foto per il giornale), è ancora poco o quasi per nulla frequentato. Chiuso. Mesi in cui le aree verdi recintate sono state visitate quasi esclusivamente dal personale addetto alla manutenzione e agli sfalci delle erbe che, abbandonate a loro stesse, lo avevano avvolto, coprendone gli spazi. Nell'autunno scorso una delibera con cui il Comune stanziava 4000 euro per 'l'associazione delle associazioni' che si occupa della gestione degli orti urbani in altre parti della città (Ancescao), per elaborare una ipotesi di sua futura gestione, che solo oggi, con una rete di associazioni, inizia a prendere forma.
Ma qualcosa per fare vivere quell'area e per trasformarla in quello spazio di aggregazione, ancora non c'è.
Del resto la zona, con vista inceneritore, abbracciata dalla tangenziale e nemmeno da questa protetta da barriere naturali o artificiali, è una delle più infelici della città, ambientalmente parlando, soprattutto se la intende utilizzare per ospitare orti urbani e coltivazioni di piante che vadano al di la del loro utilizzo ornamentale.
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Perché qui, la coltivazione di ortaggi ad uso alimentare suscita quanto meno qualche dubbio. Non solo gli scarichi continui di migliaia di mezzi ogni ora che transitano a pochi metri sulla tangenziale e sullo svincolo che si immette su viale del Mercato, ma anche di quelli di decine di camion e furgoni che ogni giorno arrivano e partono dal centro logistico GLS, anch'esso adiacente all'area, al punto che il parcheggio per i frequentatori dell'area viene utilizzato dagli gli operatori del centro.

Insomma elementi che hanno aumentato ulteriormente negli ultimi anni il traffico e l'inquinamento che già gravava direttamente, senza filtri e senza misurazioni, proprio su quell'area. Un tempo non attrezzata ma molto più verde e con una quantità di alberi rispetto ad ora. Elementi che, appunto, sembrano avere disincentivato la domanda di verde e di spazi da coltivare, anche solo con un approccio didattico e aggregativo. Al punto che (leggiamo testualmente dalla delibera comunale), le domande pervenute per l'assegnazione delle particelle ortive in risposta all'avviso pubblico scaduto in data 15/03/2021, sono inferiori al numero di orti disponibili, e pertanto si ritiene opportuno approvare un nuovo avviso per l'assegnazione delle particelle ortive attualmente libere o che si libereranno entro il 31/5/2025 (data fino
alla quale rimarrà valida la graduatoria), e che potranno essere assegnate alle persone o famiglie in possesso dei requisiti previsti dall'avviso'

Tornando all'inquinamento di quella zona e alle conseguenze su quell'area, che non è possibile quantificare in quanto in zona non esistono centraline di monitoraggio e a quanto è dato sapere non è stata fatta nemmeno una campagna per una misurazione con centraline mobili, rimarrebbe quantomeno il principio di precauzione. Se da un lato è stato colta quella che indica come nel caso di orti urbani in aree cittadine trafficate o soggette ad emissioni, si utilizzino terreni isolati da quelli in cui sono realizzati, (ovvero in casseforme con terra di riporto come quelle presenti nell'area in questione), è altrettanto evidente il rischio legato a coltivazioni confinanti su due lati senza barriere, con la tangenziale, a 20 metri da un deposito di logistica dal quale vanno e vengono centinaia di veicoli commerciali al giorno e, ciliegina sulla torta, a nemmeno un chilometro in linea d'aria dall'inceneritore, attorno al quale il deposito di polveri ed inquinanti è da anni confermato dagli studi Arpae.
Insomma avere disposizione un orto in una delle aree urbane più soggetta ad emissioni inquinanti della città non sappiamo quanto possa compensare l'indubbio piacere di avere uno spazio verde da coltivare.
Gi.Ga.
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