Ed è così che le strutture di emergenza urgenza sopravvivono di fatto ormai solo grazie a proroghe di legge che hanno inserito possibiltà di reclutamento personale nate per gestire l'emergenza, e a schiere di medici che devono ancora concludere il percorso di formazione specialistica. Nei Pronto Soccorso così come nei Cau, dove la quantità di medici precari e specializzandi assunti con contratti con scarse prospettive temporali, sono ormai preponderanti. Da Fanano a Finale Emilia passando per Castelfranco. Medici ai quali la stessa dirigenza non è in grado di fornire garanzie. Medici che, come si legge nelle numerose determine che spiccano negli albo pretorio delle aziende sanitarie modenesi, testimoniano un numero ancora altissimo di recessi volontari dai contratti da parte di personale sanitario. In diversi casi si tratta di professionisti che lasciano il posto di lavoro ancora prima di concludere il seppur beve periodo previsto dal loro incarico a tempo determinato.
Un medico specializzando nelle mansioni di Pronto Soccorso riceve una indennità oraria di circa 40 euro. Su questa base l'Azienda Ospedaliera ha impegnato, per il 2025, attraverso un atto di qualche giorno fa, 120mila euro per acquisire prestazioni di supporto al personale medico delle emergenze urgenza attraverso specializzandi.
È evidente come l’aumento dei medici specializzandi nei pronto soccorso non sia solo una questione di risorse economiche o di politica sanitaria, ma di un equilibrio tra formazione e sicurezza del paziente. Se da un lato l’esperienza sul campo è essenziale per formare i futuri specialisti, dall’altro è fondamentale che la qualità dell'assistenza non venga compromessa dalla carenza di personale esperto. Un sistema sanitario che si affida troppo agli specializzandi rischia di trovarsi di fronte a una situazione di standard non del tutto adeguati per i pazienti, soprattutto nelle strutture che sono costrette a utilizzare medici in formazione anche per le situazioni
Gi.Ga.


